• Tempo di Lettura:3Minuti

Attualmente il Napoli occupa il settimo posto. E guarda alla zona Champions come l’ultimo appiglio in un campionato assai difficile. Ciò che stentano a capire i tifosi, tuttavia, è come facciano gli azzurri a stare così indietro in classifica. Specialmente dopo le ultime uscite. Sassuolo e Juventus, infatti, certificano lo strano miscuglio creato da Calzona. Ovvero, una squadra folgorante per superiorità tecnica, al cospetto dei neroverdi. A tratti davvero imbarazzante (ovviamente, per gli avversari…) visto il dominio palesato al Mapei Stadium. Invece meno brillante, ma tatticamente attenta, al netto di qualche rischio di troppo corso in fase di non possesso, contro la Vecchia Signora.

In questo scenario, la gara col Torino potrebbe spiegare i motivi per cui oggigiorno i Campioni d’Italia possano tentare di ribaltare il loro destino, rilanciando prepotentemente la candidatura per un posto nell’Europa che conta. Anche se i granata sembrano l’avversario meno adatto a esaltare le caratteristiche dei partenopei. Che al contrario dovranno esporne i punti deboli. 

Rigide marcature a uomo

Per Calzona una delle preoccupazioni più grandi della vigilia riguarda proprio l’atteggiamento con cui Juric schiererà i suoi uomini. L’allenatore croato preferisce metterla sul piano del confronto individuale, uomo su uomo.

Un sistema difensivo incentrato su rigide marcature, associato a coperture preventive delle linee di passaggio, funzionale a disinnescare il calcio sviluppato dal Napoli. Che muove il pallone con precisione e qualità, nel tentativo di trovare spazi vitali per gli inserimenti di Traorè e Anguissa alle spalle della mediana altrui. Oppure lavora in ampiezza, sovraccaricando un lato con Di Lorenzo, per ribaltare poi il campo attraverso il cambio gioco. Al punto da connetterlo direttamente con Olivera (o Mario Rui).

Nella pratica, uno schieramento del genere complica maledettamente la possibilità di far progredire l’azione in virtù del possesso. Fondamentale sarà il movimento teso a smarcarsi, per farsi trovare libero di ricevere. E costringere il Toro a correre all’indietro. Dunque, bisognerà avere pazienza. Soprattutto nel decodificare quelle situazioni in cui gli ospiti lavoreranno bene nello schermare il centro.

Palleggio e precisione

Del resto, non è affatto facile mantenere il focus con la medesima intensità per novanta e passa minuti. Alla lunga l’attenzione cala inevitabilmente. Là dovranno essere bravi gli azzurri nel risolvere l’enigma granata, portando ad una nuova dimensione la capacità di farsi vedere in zona luce, all’interno di un contesto tattico che vuole sfruttare la mobilità di Kvara e Politano

Probabilmente questa inclinazione – rotazioni e corse di rottura, per portare via il marcatore diretto dalla zona palla – diventerà ancora più evidente, se consideriamo la indiscussa abilità di Juric nel mantenere solida ed equilibrata la sua squadra. Insomma, le marcature a uomo dell’ex “secondo” di Gasperini, elevate a volumi impareggiabili, hanno fatto scuola negli ultimi anni di Serie A.

Ergo, per scompigliarne l’organizzazione sottopalla, ed organizzare una consegna del pallone pulita agli offensive player in maglia azzurra, stasera la ricetta sarà sempre la stessa. Semplicemente, ricercare un palleggio celere (quindi, ritmo alto…) ed al contempo efficace. La soluzione rimane circolazione precisa e relazioni fra i giocatori, caratteristiche utili a “tirare fuori” gli avversari dai blocchi difensivi, mandandoli a vuoto in situazione di marcatura individuale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SEGUI I SOCIAL E RESTA AGGIORNATO SULLE NEWS: