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Basta guardare e riguardare il replay del gol di Kvaratskhelia immortalato dalla telecamera posta dietro alla porta per capire quanto bella ed al contempo tremendamente efficace sia stata la conclusione che ha propiziato la vittoria del Napoli.

A ridosso dell’area di rigore, gli basta un istante per girarsi in un fazzoletto di campo e poi disegnare con l’interno collo una traiettoria morbida. Il pallone si stacca dal piede del georgiano e fa ciuff, scavalcando la mano inutilmente protesa in tuffo di Montipò, fino a quel momento imbattibile estremo baluardo del Verona. Ideale la postura assunta dal 77 per dare angolo al tiro, fare in modo che la palla salga immediatamente e si arcui velocissima. Più una rasoiata assassina che una carezza dolcissima. Uno schiaffo in piena faccia alle velleità dei gialloblù di strappare un punticino al “Maradona”, preziosissimo in ottica salvezza.

Penalizzato da Garcia

Insomma, una giocata sontuosa, utile per rilanciare le ambizioni dei Campioni d’Italia nella rincorsa alla prossima Champions League, nonché mettere la museruola ai tanti detrattori, che sembra non aspettassero altro per mettere in discussione l’enorme talento del MVP della Serie A 2022/23.

Soprattutto alla luce di una prima parte di stagione in cui il miglior giocatore dello scorso campionato ha mostrato il suo potenziale solo a sprazzi. Trascurando un piccolo particolare: le scelte tattiche di Garcia ne penalizzavano fortemente il rendimento, rendendolo indubbiamente meno devastante rispetto all’anno dello scudetto. In effetti, le abilità di Kvara sono inciampate nelle difficoltà della squadra, resa abulica dalle idee dell’allenatore francese, che avevano determinato una insanabile spaccatura interna al gruppo.

Senza necessariamente voler strumentalizzare il passato, appare evidente che spostarlo dalla sua comfort zone ne abbia limitato le caratteristiche, finendo per farlo esprimere in modo intermittente. Oggettivamente, il Napoli non ricercava più con costanza il passaggio sull’esterno. Uno dei principi cardini del gioco ipercinetico e qualitativo di Khvicha, funzionale a stimolarne la ricezione dietro le linee di pressione. Così da metterlo nelle migliori condizioni per isolarsi in situazione di uno contro uno, dilatando lo spazio tra difesa e mediana avversari. E dopo puntare l’uomo, costringendo la controparte a fare una scelta: subirne la verticalità, oppure lasciare che tagli liberamente il campo in diagonale. Obbligando, però, un centrocampista ad assorbirne il movimento.  

Crescere nelle difficoltà

In definitiva, il gol contro gli scaligeri non soltanto conferma quanto è forte Kvaratskhelia. Ci ricorda anche la sua genuina genialità nel confondere gli avversari attraverso un ampio repertorio di soluzioni tecniche. Una prerogativa comune a tutti i Top Player. Del resto, con quei piedi può fare qualsiasi cosa: dribbling ubriacanti e sterzate ipnotiche.

Paradossalmente, vivere una stagione ricca di alti e bassi potrebbe contribuire ad accelerarne la crescita. Con il Napoli che non riesce assolutamente a trovare continuità nei risultati, proprio il georgiano dovrà mettersi i compagni sulle spalle. E risolvere partite decisive e cariche di tensione, com’è già accaduto ieri pomeriggio.

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