Italia, popolo di santi, poeti e navigatori: non c’è frase migliore di questa per rappresentare la vera natura del nostro popolo. Essa è la sintesi della seguente frase completa riportata sul Palazzo della Civiltà a Roma nel Quartiere dell’Eur: L’Italia è: “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.  Per la prima volta questa espressione venne pronunciata da Mussolini il 2 ottobre 1935 durante un suo discorso pubblico ed a distanza di più di 80 anni da allora, è lecito chiedersi questo: Visto il mondo che stiamo oggi vivendo, non è che l’Italia ha davvero bisogno di tutte queste tipologie di persone?

Circondati da tanti che ci dicono e ci impongono cosa fare, molti dei quali ritenendosi depositari di una verità che invece non conoscono neanche loro, di cosa e di chi ha davvero bisogno questo mondo? Innanzitutto, di una maggiore leggerezza e di rispecchiarsi più che mai, in eroi buoni, come quelli di un tempo che ci vengono tramandati dalla storia, visto che oggi è davvero difficile individuare un eroe dei nostri giorni. Tra questi eroi del passato la Chiesa ne ricorda uno in particolare e cioè San Filippo Neri. Egli nacque a Firenze nel 1515 e trasferitosi a Roma in giovanissima età, per sessant’anni si occupò “degli ultimi”, dei ragazzi di strada riuscendo attraverso il suo apostolato, condotto in un modo atipico rispetto ai canoni tradizionali e cioè ridendo e cantando e con loro, ad avvicinarli alla chiesa.

La sua frase per eccellenza che oggi potrebbe sembrare mera pedagogia, era: “state buoni se potete”, lasciando immaginare quanto costasse fatica proclamare questo invito a dei ragazzi che avevano “nella strada” il loro unico punto di riferimento. Ma fu grazie al suo coinvolgente gioioso carattere che venne definito “Il Buffone di Dio”, “Il santo della Gioia”, “Il Giullare di Dio”, il “secondo apostolo di Roma” “Il Pippo Buono”. Potendo far leva su queste innate e non comuni virtù interiori, nel mentre si celebrava il Concilio di Trento che segnava l’avvio delle controriforme della Chiesa cattolica, San Filippo Neri in contemporanea, originava un nuovo metodo di aggregazione giovanile, unico di quei tempi, che avrebbe spianato la strada alla fondazione dell’Oratorio decretato nel 1575 da papa Gregorio XIII come vera e propria congregazione. Il suo diverso modo di concepire ed interpetrare il Vangelo non come un mero dettame di un dogma, ma come un mezzo attraverso il quale stupire i bambini con il divertimento ed il sorriso, lo resero uno dei più amati personaggi del 500. Ma la dimostrazione più grande di quanto fosse coerente il suo credo, la diede sicuramente quando alla richiesta formulatagli dal cardinale Borromeo di diventare cardinale, egli prontamente e senza indugio rispose: “Preferisco il Paradiso!”.

Fu proclamato santo nel 1622. Un uomo così in una società attuale, dove regna in modo predominante l’alto ego dell’ambizione, sembra quasi un marziano! un extraterrestre, poiché un altro al suo posto, anche in un ambiente laico non necessariamente religioso, probabilmente accetterebbe subito una promozione pur non meritandola e non sapendo ridere e donare un sorriso agli altri. Perché se c’è una cosa di cui il mondo oggi ha bisogno è sicuramente di un sorriso come antidoto efficace a tutto quello che di negativo stiamo vivendo. Anche Vox Populi a tal proposito direbbe.” Chi nun sape chiagnere, nun sape manche rirere” Meditate gente, meditate.

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