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Il mondo del calcio ha un immenso potere mediatico.

Il tecnico del Napoli, Luciano Spalletti, il 30 settembre in occasione della conferenza stampa alla viglia della partita contro il Torino, si presentò a Castel Volturno con due rose.

“Questi fiori sono per Mahsa Amini e Hadis Najafi” disse l’allenatore azzurro in memoria delle due ragazze iraniane uccise. Un piccolo gesto dal significato immenso con lo scopo di focalizzare l’attenzione, anche nel mondo del calcio, su un gravissimo problema socioculturale.

Durante la partita del Napoli contro il Bologna, anche il fenomeno azzurro Kvicha Kvaratskhelia ha voluto omaggiare, grazie alla sua visibilità, la memoria di una ragazza.

Il 77 azzurro, durante la partita, ha indossato un polsino con su scritto il nome Marita in lingua georgiana. La ragazza in questione si chiamava Marita Meparishvili, una giovanissima promessa del tennis di tredici anni la quale, il 13 ottobre scorso, ha perso la vita a seguito di una folgorazione all’interno di una fontana situata nel centro di Tbilisi, il Vake Park appena ristrutturato.

La ragazza si trovava lì per partecipare giustappunto ad un torneo. La notizia ha sconvolto tutta la Georgia tanto che anche il Primo Ministro, Irakli Garibashvili, ha partecipato ad una liturgia nella cattedrale di Svetitskhoveli esprimendo il suo dolore e le condoglianze alla famiglia:

Purtroppo, è successo un grande disastro. Oggi non siamo in uno stato d’animo festivo. Vorrei esprimere ancora una volta le mie condoglianze alla famiglia della ragazza deceduta, Marita, ai suoi parenti, amici e alla nostra società“.

Grazie al gesto di Kvicha Kvaratskhelia anche in Italia, da oggi, si ricorda la sua memoria. Il georgiano del Napoli, al termine della partita ha postato una storia su Instagram inquadrando il polsino scrivendo: “This day was for you little georgian hero– Questo giorno è dedicato a te piccolo eroe georgiano.