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Leggendo le indiscrezioni che ormai da qualche mese circolano sul futuro di Victor Osimhen si attivano irrimediabilmente due sentimenti contrastanti. Il rancore che trova terreno fertile nell’indole pragmatica di quelli che lo etichetteranno alla stregua del classico mercenario. E la gratitudine che esplode nei cuori di chi già ora a stento trattiene le lacrime, consapevole che al termine della stagione volerà verso altri lidi. Ovviamente, poco importa. Ciò che rimarrà in azzurro supera opinioni e rimpianti personali. Giustamente, negli occhi dei tifosi restano i suoi gol, nonché uno scudetto vinto dominando.

L’idea che possa andare al PSG, piuttosto che valutare l’offerta del Chelsea, celebrando in ogni caso un matrimonio lautamente remunerativo, crea una distanza sull’ambizione del centravanti. Finora con la maglia del Napoli ha dato l’impressione di voler accentrare su di sé tutte le luci della ribalta. Adesso invece sembra che qualcosa si possa inceppare nella stessa carriera del nigeriano. Il sospetto che qualora accettasse il trasferimento in Francia metterebbe una serie ipoteca sul prosieguo della crescita professionale non appare così campato in aria.

Tornare il Ligue1 equivarrebbe ad un passo indietro, ridimensionando in un certo senso la percezione delle sue qualità ad altissimi livelli. Perché è vero che i parigini, in campionato, hanno risorse di gran lunga superiori a ogni altra avversaria. Nondimeno, mezzi e blasone non favoriscono l’uguaglianza competitiva. Relegando il PSG in un contesto monotono e poco allenante in ottica Champions League.

In questo scenario, dove vincere sempre e comunque rimane bello, oltreché difficile, dando priorità ai soldi – un mucchio, messi sul piatto dai francesi – il numero nove della squadra partenopea pare voglia spendere i suoi anni migliori in una bolla dorata. Ovvero, all’interno di un club capace di garantire una ricchezza smodata. Lontano tuttavia dai Top Club, in grado di incidere il loro nome nella Storia del calcio europeo. Insomma, preferire una privilegiata comfort zone all’ombra della Torre Eiffel lascia la sgradevole intuizione che l’ingaggio sia l’unico parametro effettivamente interessante per Osimhen.

Se davvero Victor inizierà un nuovo capitolo del suo percorso professionale sulle sponde della Senna, allora veramente potrebbe chiudere in qualche modo il cerchio della incompiutezza. Concretizzando quell’amara sensazione che spesso separa i grandi bomber dai fenomeni” potenziali. Diventati col tempo sostanzialmente degli avidi e nulla più. Soltanto sfiorati dalla scia della grandeur.

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