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La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha recentemente respinto un emendamento proposto dalla Lega al decreto legge sulle elezioni, che avrebbe consentito il terzo mandato dei governatori. Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono schierati contro l’emendamento, insieme a Pd, M5S, e Avs, mentre Italia Viva ha votato a favore e Azione non ha partecipato al voto. Questo episodio ha evidenziato una spaccatura all’interno della maggioranza e sollevato dibattiti sul futuro delle cariche politiche regionali.

L’emendamento ed il terzo mandato

La Lega ha ritirato l’emendamento relativo al terzo mandato dei sindaci, dopo il parere negativo del governo su questa proposta. Tuttavia, il partito ha mantenuto il testo riguardante il terzo mandato dei governatori, nonostante la decisione del governo di rimettere la questione alla Commissione. Questo ha portato a una divisione all’interno della maggioranza, con alcuni partiti che hanno espresso disaccordo sulla questione.

Il parere di Giovanni Toti

Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, ha sollevato preoccupazioni riguardo al possibile contenzioso tra il governo centrale e le Regioni se non verrà risolto il problema del terzo mandato dei governatori. Toti ha sottolineato che la Costituzione prevede che la competenza sulle leggi elettorali sia esclusiva delle Regioni e che la decisione sul terzo mandato dovrebbe essere lasciata agli elettori e agli amministratori locali.

L’episodio in Commissione ha messo in evidenza le divergenze di opinione all’interno della maggioranza e ha sollevato domande sul futuro delle cariche politiche regionali. Tuttavia, nonostante il disaccordo, i rappresentanti della maggioranza hanno assicurato che la stabilità del governo non è stata compromessa da questo episodio e che il dibattito su questa questione rimane aperto.

Spaccatura all’interno della maggioranza

In conclusione, il respingimento dell’emendamento sul terzo mandato dei governatori da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato ha evidenziato le divergenze di opinioni all’interno della maggioranza. Questo episodio solleva importanti questioni sul futuro delle cariche politiche regionali e sottolinea l’importanza di trovare un consenso su questi temi cruciali per il funzionamento delle istituzioni democratiche del paese.