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Il Super Tuesday (super martedì), l’appuntamento più importante delle primarie americane, è finalmente arrivato.
Quest’oggi i cittadini di ben 15 stati americani saranno chiamati a scegliere il proprio candidato in vista delle elezioni presidenziali del prossimo 5 novembre.
Gli stati che andranno alle urne in occasione del Super Tuesday sono Alabama, Arkansas, California, Colorado, Iowa, Maine, Massachusetts, Minnesota, Carolina del Nord, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia e le isole Samoa americane.
A questi si aggiunge l’Alaska dove potranno votare solo i repubblicani, mentre i democratici voteranno nel mese di aprile.

Come funziona il Super Tuesday?

Ogni Stato ha la sua modalità di voto e ci saranno le primarie dove potranno votare anche quegli elettori che non sono iscritti ai due partiti del sistema politico statunitense.
Mentre in altri i candidati per le elezioni presidenziali americane saranno decisi ai caucus, dove a votare saranno solo gli iscritti alle due formazioni.
Ogni Stato ha il suo numero di delegati quindi gli aspiranti candidati alla Casa bianca dovranno cercare di affermarsi nei grandi Stati in modo da ottenerne di più rispetto a quelli ottenuti negli appuntamenti precedenti.
Il Super Tuesday mette in palio circa il 30% dei delegati democratici e il 36% di quelli repubblicani e lo Stato più ambito è il Texas che mette in palio 155 delegati per il “Grand Old Party” (repubblicani) e 241 per i democratici.

Il fronte repubblicano

Sul fronte repubblicano l’ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è in vantaggio sulla sua sfidante Nikki Haley che, finora, ha soltanto vinto le primarie di Washington DC.
L’ex ambasciatrice dell’Onu è l’unica sfidante interna di Trump che ancora non ha gettato la spugna, a differenza dell’altro aspirante alla guida dei repubblicani Ron DeSantis che si è ritirato dalla corsa alla Casa Bianca dopo la sconfitta alle primarie del New Hampshire di gennaio. Nikki Haley ha raccolto nella capitale degli Stati Uniti circa il 62,8% dei voti e quest’oggi proverà a recuperare sul suo avversario per la leadership repubblicana.
Il Tycoon, al momento, è in vantaggio avendo vinto in tutti gli altri precedenti elettorali e, nelle ultime ore, ha ottenuto un’altra importante vittoria extra elettorale.
La Corte Suprema Americana nella giornata di ieri, lunedì 4 marzo, ha dato il via libera all’elezione di Donald Trump nello Stato del Colorado, nota roccaforte democratica, dopo essere stato escluso lo scorso dicembre a causa dell’assalto al Campidoglio Americano del 6 gennaio 2021.
L’ex inquilino della Casa Bianca si presenta al Super Tuesday con la maggior parte dei delegati repubblicani dalla sua parte grazie alle vittorie ottenute nei confronti precedenti.

Fronte democratico

Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si presenta all’importante appuntamento elettorale in pole position per quanto riguarda la sua riconferma alla guida del Partito Democratico.
L’attuale inquilino della Casa Bianca, dopo la vittoria “simbolica” nel New Hampshire e al successo delle primarie del South Carolina è sicuro della sua ricandidatura alle elezioni presidenziali e, in un’intervista al New Yorker, come riportato da Rai News, ha dichiarato: “Ricordate che nel 2020 mi avete detto che non avrei vinto? E che poi nel 2022 mi avete detto che ci sarebbe stata un’onda repubblicana, che invece non c’è stata? E che nel 2023 mi avete detto che ci avrebbero preso di nuovo a calci nel sedere e invece abbiamo vinto ogni gara? Nel 2024 penso che vedrete la stessa cosa. Sono l’unico che abbia mai battuto Trump. E lo batterò di nuovo”. 

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