Giungono notizie da uno studio internazionale a cui ha partecipato anche l’ospedale veronese IRCCS di Negrar, che il farmaco Anakinra, usato per trattare l’artrite reumatoide e altre gravi patologie infiammatorie, riduce drasticamente il ricovero in terapia intensiva e i decessi per insufficienza respiratoria grave così come riferito dal Dott. Andrea Angheben, responsabile del Dipartimento di  malattie infettive e Tropicali.

Siamo davvero ad una svolta?. Abbiamo davvero trovato il farmaco salvavita per il Covid? E’ quello che tutti noi ci auguriamo stanchi ogni giorno di leggere dai giornali di percentuali e decessi da circa 2 anni a questa parte, da quando è iniziato a diffondersi questo maledetto covid. Uno studio comparativo condotto dall’Ospedale San Raffaele dimostra la superiorità terapeutica del farmaco Anakinra rispetto a Tocilizumab e suggerisce l’importanza del trattamento precoce. La sperimentazione è avvenuta all’interno del maxstudio osservazionale Covid 19 avviato a marzo scorso presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele ed ha incluso 1.400 pazienti ricoverati presso l’Istituto.

Secondi i risultati ottenuti l’Anakinira pare abbia prodotto una riduzione sostanziale della mortalità e che l’intervento tempestivo del trattamento consenta di ottenere migliori prognosi. Sembrerebbe che con questo farmaco si intervenga quindi, in modo mirato, a monte dei segnali infiammatori, così come riferito da Giulio Cavalli, primo autore dello studio. Alla luce di questa nuova scoperta, da vox populi possiamo dire “ stamm a cavall” Ai posteri l’ardua sentenza. Voc ‘e popol voc e’ Dio