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Un italiano di origini egiziane, 29 anni, è stato arrestato dalla polizia di Stato, su mandato dei pm della procura di Milano con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere finalizzate all’odio razziale e religioso.

Agli occhi balza anche l’aggravante contestata, ovvero l’apologia della Shoah. L’uomo, nei suoi interventi infuocati su internet, avrebbe anche inneggiato allo sterminio degli ebrei condotto dal regime nazista negli anni ’30 e ’40. Il tutto, pare, sarebbe stato tirato in ballo all’interno di post sullo sfondo dei quali ci sono l’attuale situazione in Medio Oriente e la violenta reazione di Israele agli attacchi di Hamas del 7 ottobre dell’anno scorso.

L’indagine della Sezione antiterrorismo

L’indagine dei poliziotti della Sezione antiterrorismo internazionale della Digos della questura di Milano e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione comincia grazie a una segnalazione: c’è un utente online – il ventinovenne, incensurato fino a questo momento – che, dopo l’assalto nei kibbutz israeliani del 7 ottobre, diffonde in rete esternazioni di chiara matrice antisemita e apologetiche delle azioni terroristiche di Hamas.

Le attività dell’arrestato non si limitano all’odio teorico ma sostiene apertamente di essere in procinto di intraprendere la jihad e raggiungere il martirio combattendo. Parole accompagnate quasi sempre da numerose foto dove si mostra in costante allenamento fisico per prepararsi alla guerra. Oltre al fatto che, spiega la questura, effettivamente tra le ricerche online del ventinovenne c’è quella di un volo verso il Medioriente.

Gli investigatori hanno accertato che l’italo-egiziano conversa regolarmente su WhatsApp e Instagram con numerose persone che gli parevano attestate sulle stesse posizioni radicali. Nelle sue chat online ha manifestato aperto sostegno alle azioni di Hamas palesando al contempo un odio ossessivo verso Israele e il popolo ebraico.

Nei suoi profili social, emerge dalle indagini, c’era una quotidiana, incessante e sistematica attività di condivisione di contenuti di quel tipo. Ha pubblicato più volte notizie e materiale di propaganda acquisite su canali tematici, traducendoli in italiano e talvolta modificandoli per renderli maggiormente appetibili. Ha rilanciato le riposte di approvazione ricevute in privato, condividendole in numerosi e quotidiani post pubblici che facevano da volano di propaganda per contenuti ed esternazioni di sostegno alle citate organizzazioni terroristiche, col dichiarato obiettivo di invitare i fratelli ad arruolarsi invece di nascondersi.