Dalle segnalazioni che ci pervengono riferibili alle differenze di busta paga dei lavoratori del settore privato di diverse regioni, è possibile dedurre che al Sud si guadagna meno, anche oltre il 40%. rispetto ad altri lavoratori del Nord.   In particolare, quindi, nel mondo del privato tra Nord e Sud ci sono ampie differenze di retribuzione.

Una delle cause che incide pesantemente è la scarsità di offerta lavorativa nelle regioni meridionali per la quale il cittadino del sud, spesso, pur di “tirare a campare” per mettere il “piatto a tavola” è costretto ad accettare incarichi di lavoro a tempo determinato,  che non offrono garanzie per il futuro ed in più sottopagati e per un numero di ore superiore al dovuto, giustificabili spesso con pseudo ore di straordinario richieste che non vanno a compensare le energie profuse dal lavoratore.  

Come è noto, In Italia dal 1954 al 1969 (formalmente fino al 1972) si è tenuto conto delle “gabbie salariali” cioè di quel sistema che metteva in relazione le retribuzioni con determinati parametri quali, ad esempio, il costo della vita in un determinato luogo. Le gabbie salariali nacquero a seguito di un accordo firmato il 6 dicembre 1945 tra industriali ed organizzazioni dei lavoratori per la parametrazione dei salari sulla base della vita nei diversi luoghi.  Entrate in vigore nel 1946 esse in un primo momento furono previste solo al nord e poi estese in tutto il Paese con diversi calcoli dei salari. 

Nel 1954 il Paese intero venne diviso in 14 zone nelle quali si applicavano salari diversi a seconda del costo della vita. Nel 1961 il numero di zone fu dimezzato  passando dalle 14 alle 7 zone e la forbice tra i salari passò dal 29% al 30%. Questo sistema, nella sua applicazione, nel tempo  registrò forti contrasti tra sindacati e lavoratori poiché considerate discriminatorie e non eque e fu per questo che, dopo un graduale e lungo processo che portò a forti mobilitazioni, nel 1972  vennero  definitivamente abolite.  

Ora da vox populi ci domandiamo, visto che la realtà di questo divario non è mai cambiata, vuoi vedere che i lavoratori qui al sud sono rimasti “ca capa inta a cascetta”? Cosa ne pensate?

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