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Il Tar decide per De Luca: tutti a scuola. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, ha infatti accolto il ricorso presentato da alcuni genitori che chiedevano il ritorno in aula dei propri figli così come previsto dal Dpcm.

No Dad

Un’altra vittoria per i genitori “No Dad”. Secondo i sostenitori del ritorno allo studio nelle aule scolastiche, la didattica a distanza, come ammesso pochi giorni fa anche dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, “non funziona più”. Pertanto gli alunni delle scuole medie e superiori dovranno rientrare alla didattica in presenza l’1 febbraio. 

La sentenza

Le ordinanze restrittive della Regione Campania, diametralmente opposte rispetto a quelle nazionali, non hanno generato effetto. La seconda sentenza da parte del TAR Campania, che già nelle scorse ore aveva riaperto alla didattica in presenza per gli alunni delle classi quarte e quinte per la scuola primaria, ha stabilito infine per il rientro effettivo. Al vaglio le percentuali in presenza per gli alunni. Una percentuale che va tra il 50 e il 75 per cento, prevista già dal Dpcm emanato dal Governo e che non potrà scendere sotto questa soglia. Nelle prossime ore, si attendono sviluppi in merito alla sentenza del TAR Campania, a meno che la Regione Campania non impugni il tutto in quanto potranno poi dimostrare che non esistono le condizioni per il rientro in classe.

Il decreto

I punti salienti del decreto del Tar assicurano che “Non vi sono, allo stato, evidenze circa l’effettivo apprestamento di tali necessarie misure attuative e proattive”. E ritenuto, pertanto, che idonea misura cautelare al soddisfacimento delle ragioni dei ricorrenti, nelle more della trattazione collegiale dell’istanza cautelare fissata come in dispositivo, possa essere piuttosto l’ordine impartito alla Regione Campania di conformarsi a quanto prescritto nel citato Dpcm per le scuole secondarie superiori”. Addio Dad? Ai posteri l’ardua sentenza.

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