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Nelle Striscia di Gaza la guerra va avanti. Le speranze di una tregua sono molto deboli per il momento anche se la diplomazia lavora sottotraccia. Incontri tra delegati Israeliani ed egiziani si svolgono al Cairo per discutere di ostaggi e pause umanitarie.

Le forze IDF (Israel Defense Forces), note anche come “Tsahal”, nella loro incessante azione di fuoco combinato, hanno notevolmente ridotto sia le capacità di Hamas di lanciare missili sul suolo israeliano da Gaza e sia la gestione di comando e controllo tra le sue unità in varie aree della Striscia.

Gaza Nord

Nel Nord della Striscia l’IDF sta completando la missione assegnata e procede verso la terza fase delle operazioni. Israele ha annunciato, il 7 gennaio scorso, di aver smantellato la struttura militare di Hamas nel Nord, 12 battaglioni ovvero metà della sua forza a Gaza. Ha anche ritirato alcune unità dall’area . Questo segna il termine di operazioni importanti e massicce, il passaggio ad azioni mirate contro le sacche di resistenza presenti e la creazione di una area cuscinetto con il rafforzamento delle barriere e le capacità di difesa lungo la recinzione di sicurezza. Per questo anche la via di evacuazione che correva al centro di Gaza da Nord a Sud, lungo la strada Salah Ad Deen, è stata spostata sulla costa lungo la Ar Rasheed.

Non tutto è semplice come a dirlo perché c’è ancora presenza di miliziani palestinesi nell’area. Israele lo sa. Alcune cellule mantengono residue capacità e potrebbero, secondo alcuni analisti, anche approfittare della nuova fase delle operazioni Israeliane per tentare di riorganizzarsi.

Le forze di Tel Aviv adesso si stanno concentrando per replicare nel centro e nel sud della Striscia ciò che hanno fatto nel nord.

Gaza Centro e Sud

Nella parte centrale del Governatorato della Striscia a cavallo del fiume HaBesor Streem, conosciuto come Wadi Gaza, le milizie di Hamas con 4 battaglioni e la Jihad Islamica mantengono sufficienti capacità operative e si difendono dall’avanzare delle forze di terra israeliane. A Bureij, un’area civile densamente popolata un po’ più verso nord, l’IDF afferma di aver trovato la più grande infrastruttura di Hamas dedita alla fabbricazione di razzi a lungo raggio, capaci di raggiungere il nord di Israele.

Nel Sud di Gaza le forze IDF continuano con le operazioni di sgombero. Si registrano scontri cruenti tra Khan Younis e Rafah. Nelle e tra le due città ci sono ancora forti componenti organizzate delle milizie palestinesi. L’obiettivo è lo smantellamento di altri 8 battaglioni di Hamas che operano nell’area.

Le forze Tsahal a Khan Younis stanno utilizzando nuovi metodi operativi sia in superficie che nel sottosuolo. L’operazione in città, sopra e sotto, richiede tempo per raggiungere tutti i luoghi necessari e distruggere le infrastrutture dei miliziani.

Le operazioni terrestri stanno fornendo molte informazioni sull’articolazione delle strutture e dei tunnel di Hamas nella Striscia. Il più grande cunicolo mai scoperto, trovato dall’IDF nel nord vicino al valico di Erez lo scorso dicembre, è stato definito come una “sofisticata opera ingegneristica”. L’IDF rivela di aver trovato oltre 65 milioni di file digitali e oltre mezzo milione di documenti fisici che hanno favorito la lotta di terra contro Hamas e facilitato l’individuazione delle infrastrutture dell’organizzazione.

Cisgiordania e Libano

Ci sono scontri anche in Cisgiordania. Hamas chiede ai palestinesi di intensificare le attività della resistenza nell’enclave. Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) gli fa eco invitando i residenti palestinesi della Cisgiordania ad incrementare gli attacchi contro le forze di Israele perché si sta entrando in una nuova fase. Anche al confine nord col Libano si registrano costanti attacchi verso le forze IDF da parte degli Hezbollah. Qui Israele è pronta sia per difendersi che per attaccare. E lo sta facendo. La situazione è molto in bilico dopo le uccisioni del leader di Hamas Saleh al-Arouri, avvenuta la scorsa settimana a Beirut, e di due comandanti Hezbollah Wissam al-Tawil e Ali Hussein Barji, avvenute lunedì e martedì.

La ritorsione degli Hezbollah potrebbe avvenire anche con una azione singola progettata dentro o al di fuori dagli scontri in corso. Ed è anche temuto un conflitto più esteso in Libano oltre che in medio oriente.

Diplomazia USA

Il Segretario di Stato americano Blinken durante il suo viaggio in Medio Oriente ha evidenziato l’importanza di evitare danni ai civili, proteggere le infrastrutture civili e garantire la distribuzione dell’assistenza umanitaria in tutta Gaza. La sua visita aveva anche lo scopo di evitare una estensione della guerra nella regione. Perché è vero che l’epicentro degli scontri è nella Striscia di Gaza ma vi sono molti attori del cosiddetto “asse della resistenza islamica, nello Yemen, in Libano, in Siria, in Iraq che fanno di tutto per destabilizzare l’area.

Ed il nemico per loro non è solo Israele ma anche gli USA.

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