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Mai come in questo periodo dell’anno il tennis è sotto l’occhio del ciclone. Oggi sono infatti iniziati i match del tabellone principale di Wimbledon, il terzo Slam della stagione nonché il più antico e prestigioso.

Mentre tutti sono concentrati sulle prestazioni dei propri beniamini e si dilettano a fare pronostici, scioccanti rivelazioni sembrano non assumere l’importanza che meritano. E’ ciò che sta avvenendo in merito alle presunte violenze subite dai giudici di sedia. O meglio, dalle donne che hanno deciso di intraprendere questa carriera che, nel silenzio stampa generale, subiscono da tempo trattamenti inadeguati. Secondo quanto emerso da un’indagine del Telegraph, alcune di esse sarebbero state vittime di abusi sessuali, perpetrati per anni da parte di alcuni arbitri di tennis.

Tutto parte dalla testimonianza della ex giudice di sedia Tamara Vrhovec (nella foto) che ha avuto il coraggio di parlare a nome suo. E lo ha fatto anche di tutte coloro che invece scelgono di tacere per paura di ritorsioni a livello professionale. Lo ha spiegato la stessa Vrhovec: “Quando succede qualcosa di scandaloso, qualcosa che accade molto spesso, pochissimi decidono di parlare perché hanno paura che tutto si rivolga contro di loro. Potrebbero perdere il lavoro per sempre e la persona al potere potrebbe rimanere“. Dunque ha denunciato:Ci deve essere una rivoluzione dall’alto. Non hanno nessuno a cui rivolgersi e non possono parlare coi media”.

La croata ha così rivelato: “È quello che è successo a me con l’ufficiale “X”, nei confronti del quale c’erano state precedenti accuse che non sono mai state affrontate. Lui mi chiamò nel suo ufficio e mi disse: ‘Fuori dal campo di tennis devi essere meno sessuale‘. Andavo senza trucco o gioielli. Non avevo idea di cosa volesse da me. Si è sempre parlato molto tra i giudici di chi andava a letto con chi, ma nel complesso sono stata vista come una ragazza tosta. Qualcuno a cui i ragazzi non osavano avvicinarsi. Ecco perché il commento ‘troppo sessuale’ era così strano”.

L’ex giudice di sedia è poi scesa nei dettagli: “C’erano un paio di uomini che si sono avvicinati a me e speravano di ottenere qualcosa, perché erano più grandi di me. Uno di loro ha smesso di lavorare. L’altro è stato recentemente promosso a una posizione di alto livello, anche se tutti sanno che è un predatore e non si è mai degnato di nasconderlo. Ricordo che si avvicinò dietro di me e mi toccò una volta il sedere al Roland Garros. Più tardi ebbe una discussione pubblica con un altro arbitro di sedia: quando mi sono schierata con lui, si è arrabbiato con me. Meno male, perché non mi ha più toccata”.

Tamara ha concluso: “Essere un arbitro di sedia è molto difficile per la vita personale. Molte persone mi hanno suggerito di intraprendere un’azione legale ma non sono voluta andare fino in fondo. È qualcosa del passato a cui non penso più. Credo di dover parlare ora per coloro che sono ancora nel sistema e non hanno l’opportunità di farlo“.