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di Giuseppe Esposito

Al sud il controllo di quanto già conquistato è fondamentale per il Cremlino. Le forze di occupazione implementano le misure per consolidare il controllo amministrativo dei territori occupati. Il Cremlino emana un decreto che semplifica ed accelera la burocrazia per ottenere i passaporti russi negli Oblast di Zaporizhia e di Kherson. Gli ucraini considerano il provvedimento come un esperimento di “passaporto di massa”.

Sulle regioni di Kherson, Zaporizhia, Dnipropetrovsk, Mykolayiv e Odessa gli attacchi missilistici e di artiglieria sono costanti. Si verificano, comunque, attività partigiane ucraine nell’area delle città di Melitopol e Enerhodar.

Il ministero della difesa russo ha rivendicato il pieno controllo della città di Mariupol nel momento in cui l’ultimo dei gruppi che resisteva nelle acciaierie si è consegnato.
Il portavoce del Cremlino, Peskov, esclude uno scambio tra alcuni prigionieri di “Azvostal” e il deputato ucraino filorusso Viktor Medvedchuk. Non è un militare e non può essere oggetto di scambio.
Il ripristino del porto della città è in itinere ed ormai il Mar d’Azov può essere considerato un “lago russo”.

Nella regione di Kherson i russi si organizzano per la conquista delle restanti aree settentrionali.
Le truppe russe intensificano gli sforzi e i combattimenti nelle aree di confine tra gli Oblast di Kherson e Mykolayiv. Potrebbe essere il segnale che l’ultima città prima di Odessa, Mykolayiv, sarà un prossimo obiettivo.

Gli attacchi missilistici sulla regione di Odessa aumentano. Nell’area portuale sono ferme molte navi, oltre 60. Dovrebbero trasportare il grano verso i paesi del MENA (Middle Est Nord Africa Countries). Se il cereale non giungerà a destinazione sarà crisi alimentare seguita da quella umanitaria. In merito satelliti USA fotografano navi russe a Sebastopoli colme di grano ucraino, la loro destinazione potrebbe essere la Siria.
I russi fanno sapere che il trasporto del grano verrà sbloccato se le sanzioni contro la Federazione Russa verranno rimosse. Anche il presidente Draghi ha provato a parlare con Putin ma senza successo.

In Transnistria, secondo lo stato maggiore ucraino, i russi continuano a destabilizzare l’area con azioni provocatorie condotte sotto falsa bandiera. La Gran Bretagna è preoccupata della situazione nella regione e Boris Jhonson è pronto ad inviare armi alla Moldavia.

Al pari del fronte orientale anche su questo asse c’è da aspettarsi una intensificazione delle attività delle truppe di Mosca. Qui i russi hanno la sicurezza dei rifornimenti che arrivano dalla Crimea. La resistenza delle truppe ucraine è meno incisiva ma le azioni partigiane sono frequenti ed efficaci. Anche sul grano è guerra e chi ci rimette sono le popolazioni che dal quel prodotto ne traggono l’alimento principale.