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Nel pomeriggio del 22 marzo i terroristi dell’Isis-K (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) hanno compiuto un attentato in una nota sala concerti di Mosca dove si sarebbe dovuto esibire il gruppo rock russo Picnic. Gli attentatori islamici hanno aperto il fuoco contro i civili e usato ordigni esplosivi che hanno causato l’incendio del tetto dell’edificio. Il bilancio definitivo delle vittime, secondo i dati rilasciati dal comitato investigativo russo, è 133 morti di cui tre bambini.

Gli Stati Uniti avevano diramato lo scorso 7 marzo un avviso di allerta terroristica ai cittadini americani che si trovavano a Mosca. Inoltre Washington aveva condiviso le sue informazioni intelligence con le autorità russe in base alla condotta e policy di lunga data del “dovere di avvertire” anche tra stati non alleati. Il grande interrogativo è perché la Russia abbia ignorato gli avvertimenti arrivati dall’America.

Gli autori dell’attentato sono stati arrestati nelle scorse ore. Secondo il Servizio di Sicurezza Federale Russo si tratta di quattro terroristi in possesso del passaporto tagiki. Nell’interrogatorio i responsabili del venerdì di sangue hanno dichiarato di essere stati reclutati da un predicatore su Telegram con la promessa di 5 mila euro a testa. Inoltre, come riportato da Rai News, l’FSB ha comunicato l’arresto di altre sette persone che cercavano di fuggire verso il confine con l’Ucraina.

Questo ha portato il Presidente russo Vladimir Putin a dubitare che dietro il “sanguinoso e barbaro” (come da lui definito) attentato del Crocus City Hall ci sia lo spettro di Kiev, nonostante le due rivendicazioni dell’Isis. Lo “Zar” nel suo discorso alla nazione, tenuto a distanza di 19 ore dall’attacco terroristico alla sala concerti, ha dichiarato che ai terroristi era stato preparato un varco verso l’Ucraina. Putin, come riportato da La Repubblica, minaccia gravi conseguenze per gli organizzatori dell’attentato: “Identificheremo e puniremo tutti coloro che sono dietro i terroristi, che hanno preparato questo attacco contro la Russia”.

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky respinge con forza le accuse del Cremlino e, attraverso un messaggio postato su Telegram, ha dichiarato: “Per quello che è successo ieri a Mosca ovviamente sia Putin che il resto della feccia stanno cercando di incolpare qualcun altro. hanno sempre gli stessi metodi. E’ già successo” .