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E’ la resa. 264 militari, di 53 feriti in maniera grave hanno lasciato l’acciaieria di Azovstal. Dopo drammatiche settimane vissute per difendere l’ultimo baluardo di Mariupol. La notizia è stata diffusa dallo Stato maggiore ucraino. Una evacuazione “concordata”. Di fatto, la cittadina portuale a nord dell’Ucraina ha ceduto all’invasione delle truppe russe. Una Mariupol quasi del tutto distrutta dagli incessanti bombardamenti e da un lungo assedio. Si sarebbe trattato di un’operazione finalizzata ad uno “scambio”, la vita dei marine del battaglione Azov per i sodati russi prigionieri di guerra. Su Telegram, il ministero della Difesa ha ringraziato “i difensori di Mariupol” che con il loro atto eroico ha fatto in modo che l’Ucraina “ha avuto tempo vitale per accumulare riserve, riorganizzare e mobilitare le forze e ricevere assistenza dagli alleati”. La resistenza dell’acciaieria, si legge inoltre su fb “ha ritardato lo schieramento di 20 mila soldati in altre aree dell’Ucraina e ha impedito a Mosca di impadronirsi rapidamente della città di Zaporizhzhia”.