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Dopo le continue contestazioni al dissenso per un nuovo governo Netanyahu al capo della Knesset, l’attuale posizione del primo ministro sembra, questa volta, davvero in pericolo

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I fatti

Gerusalemme, Israele – Le proteste di queste settimane stanno sortendo il loro effetto. Per queste elezioni Benjamin Netanyahu ed il suo partito – il Likud – potrebbe non ottenere la maggioranza prevista per 61 seggi. Il premier israeliano, ampiamente criticato in questi giorni, potrebbe non vedere nemmeno l’ombra di un nuovo mandato.

Allo stato attuale, dopo aver scrutinato e conteggiato circa il 90% dei voti, il blocco di destra di Netanyahu sarebbe sul filo del rasoio con 52 seggi a favore. La preoccupazione sta nel fatto in cui nemmeno con il voto del partito di Naftali Bennett che porterebbe 7 voti in più – nel caso in cui il partito vorrebbe coalizzarsi – si raggiungerebbe il minimo di 61.

Attualmente la possibilità aritmetica per una maggioranza è rappresentata dalla partecipazione del Raam, il partito arabo scissionista di Abbas. Raam potrebbe portare 5 voti che, aggiunti ai 7 de La Casa Ebraica, arriverebbero ad un massimo di 64 a favore del Likud.

A ogni modo il maggior partito resta comunque quello del premier in carica, con 30 seggi, a cui segue quello di Yair Lapid del Yesh Atid con 17 seggi. Questo pomeriggio dovrebbe quindi cominciare lo spoglio dei voti dei malati di Covid, quelli in quarantena, dei soldati e dei diplomatici all’estero. Per il prossimo venerdì dovrebbero essere resi ufficiali i risultati definitivi.

FONTE: Ansa

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