• Tempo di Lettura:3Minuti

Kyriaki Griva è morta a 28 anni accoltellata dal suo ex fidanzato. Questa tragedia si è consumata ad Atene, in Grecia, e ha scatenato l’indignazione dell’opinione pubblica. Prima dell’aggressione infatti Kyriaki aveva cercato aiuto dalla polizia. Si era recata al commissariato con un’amica per denunciare le violenze subite dall’ex compagno. Ha persino chiesto di essere accompagnata a casa da qualcuno degli agenti di polizia, perché sapeva che lui la stava aspettando fuori. Era spaventata e ha chiesto aiuto. Tuttavia, la risposta iniziale che ha ricevuto è stata che non c’erano pattuglie disponibili in quel momento. Non le è stato consigliato di aspettare e non sono state attivate le misure di protezione per le vittime di violenza.
Kyriaki Griva ha tentato di tornare a casa ma, dopo aver fatto solo qualche passo fuori dalla stazione di polizia, ha chiamato ancora una volta il numero di emergenza per chiedere aiuto. All’altro capo del filo, la voce dell’operatore le ha risposto: “Signora, l’auto di pattuglia non è un taxi”. Così, dopo aver cercato aiuto in tutti i modi possibili, Kyriaki Griva ha incontrato la sua fine per strada, pugnalata alla schiena proprio dall’uomo da cui aveva appena chiesto di essere protetta. Attualmente, quattro agenti di polizia sono stati sospesi. L’assassino è invece rinchiuso in un reparto psichiatrico del carcere in attesa del processo.

LA TESTIMONIANZA SHOCK

Tra le testimonianze, le parole di un agente in particolare fanno venire i brividi: “Sono uscito e ho visto un uomo che si aggrappava al corpo della donna da dietro. Ma non potevo vedere le sue mani. L’uomo si è allontanato un po’ e solo allora ho capito che aveva un grosso coltello in mano, che le stava conficcando nella schiena mentre lei cadeva a faccia in giù. La donna perdeva sangue dal corpo e dalla bocca”.

LE REAZIONI POLITICHE

La Presidente della Repubblica, Katerina Sakellaropoulou, si è espressa su quanto accaduto e ha chiesto una legge sul reato di femminicidio. 
Il paese è sotto shock e condanna aspramente quanto accaduto, anche perché, stando ai dati ufficiali del Ministero per la Protezione dei Cittadini, gli episodi di violenza domestica in Grecia sono raddoppiati dal 2020. Nell’agosto 2021, per contrastare questo fenomeno, era stata diramata una guida ad uso interno della polizia. In essa si afferma che la violenza è “perseguita d’ufficio e che è sufficiente anche una semplice denuncia perché si applichino le disposizioni di legge”. E si aggiungeva che “tutti i servizi di polizia competenti hanno l’obbligo di agire immediatamente”. Prescrizioni purtroppo trascurate, come dimostra la drammatica vicenda di Kyriaki.

Segui Per Sempre News anche sui social!