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Gaza ha iniziato a ricevere aiuti via mare attraverso il molo galleggiante costruito dagli USA a largo delle coste della Striscia. Il molo è un importante punto di approdo per gli aiuti che viaggeranno sulla rotta marittima. Cipro è la base di partenza e di raccolta.

La struttura tramite un ponte fluttuante è collegata a terra ad una spianata costruita dagli ingegneri Israeliani. I Camion trasportano dal molo a terra gli aiuti. Questi poi sono distribuiti sul territorio di Gaza dalle organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite.

Gaza: Camion in transito su ponte che congiunge il molo galleggiante con la terra ferma (da profilo “X” IDF)

La costruzione del molo è stata necessaria per sopperire alle carenze delle distribuzioni dovute agli imbuti che si verificavano e verificano ai valichi di accesso. Poi c’è spesso anche la chiusura forzata. La situazione umanitaria è grave per le persone che vivono nella striscia e in alcune aree già si presentava l’inizio di carestia.

Il comando centrale americano CENTCOM, che ha organizzato il tutto, sul suo profilo twitter ha riportato “Nessuna truppa americana è sbarcata a Gaza. Si tratta di uno sforzo multinazionale in corso per fornire ulteriori aiuti ai civili palestinesi a Gaza attraverso un corridoio marittimo che è interamente di natura umanitaria e coinvolgerà beni di aiuto donati da un certo numero di paesi e organizzazioni umanitarie”.

Sono in molti a lodare questa ulteriore iniziativa per alleviare le sofferenze dei civili ma sono anche in molti a mostrarsi preoccupati per le speculazioni e lo sciacallaggio che si potrebbero verificare. Bisogna organizzare bene la distribuzione finale e controllare come gli aiuti arriveranno nelle mani di chi ha bisogno. Le preoccupazioni sono fondate su precedenti esperienze che hanno visto alcuni carichi, molti, essere accaparrati da Hamas e dalle milizie palestinesi.

Anche la sicurezza del molo costruito e dell’area di smistamento a terra desta preoccupazioni. Infatti sia Hamas che le milizie armate operanti in Gaza avevano detto che avrebbero preso di mira qualsiasi presenza militare straniera. Ad aprile la zona costiera di prossimità era già stata presa di mira dal fuoco dei mortai delle milizie. A garantire la sicurezza di questa parte di Gaza dedita agli aiuti ci penseranno le forze IDF di terra e quelle della marina di Israele.

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