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Il Ramadan, la festa religiosa islamica, si avvicina. Dura un mese ed è scandita da rituali giornalieri e serali. C’è attesa ed ansia per le speranze di una tregua nella Striscia di Gaza. Il presidente Biden considera pericoloso giungere alla festa senza che ci sia una tregua nei combattimenti tra Israele ed Hamas.

I colloqui per arrivare ad un accordo continuano nella capitale egiziana del Cairo. Hamas ha fatto sapere che non è disposta ad accettare che le discussioni continuino all’infinito senza che si tenga conto delle sofferenze che stanno avendo i civili nella Striscia. Le difficoltà sussistono ma i mediatori egiziani dicono che le trattative proseguono nella speranza di giungere ad una soluzione. Ci sono molti fattori, conosciuti e non, che irrigidiscono le reciproche posizioni.

Per Israele riportare a casa gli ostaggi è fondamentale. Ma non c’è sicurezza di quanti siano i vivi e di quanti sono ancora nelle mani di Hamas o in quelle della Jihad Islamica. Per Hamas oltre alla liberazione dei palestinesi detenuti nelle carceri di Israele c’è anche la prosecuzione della tregua in un cessate il fuoco permanente.

Hamas, secondo Bassem Naim funzionario della organizzazione, ha presentato una proposta ed ora spetta ad Israele dare una risposta. Israele considera irricevibili alcune richieste.

Intanto la popolazione di Gaza vive alla giornata. In estrema difficoltà per mancanza dell’essenziale: cibo, acqua, medicine etc. Gli USA per portare un po’ di conforto alle persone che sono nella Striscia ha effettuato un lancio di aiuti umanitari, si tratterebbe di circa 37.000 pasti. È stata la seconda attività di questo tipo in pochi giorni. Ma non basta. L’ipotesi dell’invio di militari americani per supportare gli sforzi tesi ad incrementare la distribuzione degli aiuti è stata scartata per il momento. Gli Usa starebbero anche valutando opzioni per inviare dagli aiuti via mare.

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