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Nelle ultime settimane il Presidente francese Emmanuel Macron ha toccato per ben due volte il tema delicato dell’invio di soldati in Ucraina per dare sostegno all’Ucraina nella difesa contro la Russia. Dichiarazioni, quelle dell’inquilino dell’Eliseo, che hanno dato l’alibi al Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, di tornare a paventare lo spettro della guerra nucleare. I paesi dell’Occidente sono in forte disaccordo con l’ipotesi di Macron, e tra questi c’è anche l’Italia. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in vista del consiglio europeo del 21 e 22 marzo, ha nel suo discorso nell’aula del Senato ha ribadito il no all’invio di truppe italiane in Ucraina, principio espresso anche dal ministro degli Esteri Tajani nei giorni scorsi. Di seguito le parole della premier riportate da Adnkronos: “In questi giorni si è molto discusso di un intervento diretto, approfitto per ribadire, come fatto dal ministro Tajani, che la nostra posizione non è affatto favorevole, si rischia infatti l’escalation. Ribadiamo, inoltre, la nostra condanna allo svolgimento di elezioni farsa in territori ucraini e alle vicende e che hanno portato al decesso in carcere di Aleksei Navalny. Il suo sacrificio in nome della libertà non sarà dimenticato. Sostenere l’Ucraina vuol dire tutelare il nostro interesse nazionale e il nostro impegno rimane finalizzato, su tutto, alla creazione delle condizioni per una pace giusta, duratura e rispettosa della dignità della Nazione aggredita. Ogni nostra azione ha prevalentemente questo scopo”.