Houston abbiamo un problema…anzi più di uno. Gli Houston Rockets dopo 9 partite disputate si ritrovano con un record di 3-6 e pessime prestazioni. Stanotte la squadra di Harden e Wall ha subito una pesante sconfitta per mano dei campioni in carica Los Angeles Lakers per 117-110. Di fatto i Rockets non sono mai entrati in partita e il Barba ha concluso con “solo” 16 punti mentre 10 per Wall e 18 per Wood. Come ben sappiamo non sono nuove le intenzioni di Harden nell’aggregarsi a una contender dopo i risultati ottenuti negli ultimi anni. Proprio questa notte il Barba ha sganciato una grossa bomba nel postpartita, proprio ad evidenziare la sua volontà di chiudere con Houston, ecco le sue parole: “Non siamo neanche lontanamente al livello dei Lakers, che sono i campioni NBA in carica. La differenza si è vista tutta nelle ultime  partite. Non siamo abbastanza bravi, non c’è abbastanza talento, chimica [di squadra], tutto. […] Adoro la città, ho fatto tutto il possibile per provare a vincere, ma la situazione attuale è folle e non penso le cose si possano aggiustare. Tutto qui. Grazie“. Parole pesanti che possono portare solo altra tensione in una squadra che ne è già strapiena. Purtroppo per il Barba, il mercato attuale non sembra essere in grado di poter far avverare una trade per lui, salvo eccezioni.

Wall risponde ad Harden

Dopo la dichiarazione del Barba, arriva puntuale la risposta del suo nuovo compagno John Wall. Egli dice la sua riguardo il rapporto con Harden e ciò che vuole costruire col suo nuovo team, ecco le parole: “Quella è la sua opinione. Non posso sapere quali sono i suoi pensieri e i suoi sentimenti nei confronti della squadra. So però quanto stiamo lavorando duro per provare a essere migliori ogni giorno. Ci sono molti ragazzi che vogliono giocare al massimo livello possibile. Come ho detto a tutti stasera e come ho detto prima ai ragazzi, quando tutti i giocatori, dal 1° al 15°, sono sulla stessa lunghezza d’onda e che conoscono il loro ruolo e vogliono vincere, allora andrà tutto bene. Ma quando hai alcuni ragazzi nel mezzo che non vogliono unirsi agli altri ma mettono l’io davanti alla squadra, sarà difficile fare qualcosa di speciale insieme. Sono stato in squadre dove si pensava maggiormente alla figura di ‘io, io, io’, e questo fa male per tutti. Se rimaniamo uniti, possiamo fare qualcosa di buono qui.  Sono passate soltanto nove partite di regular season, non mi sembra il momento di dare dei giudizi definitivi”.