• Tempo di Lettura:8Minuti

Il tribunale di Londra ha negato agli Stati Uniti l’estradizione del giornalista australiano Julian Assange. L’uomo è accusato negli USA di spionaggio e di molestie sessuali in Svezia. Nei paragrafi di cui sotto andremo a fondo sulla querelle che vede implicato Assange, da oltre una decade, nella divulgazione di materiale segreto sul suo portale online WikiLeaks.

Potrebbe interessarti anche questo – Attacco in Niger da parte degli estremisti islamici provenienti dal Mali

Julian Assange e WikiLeaks: la storia in breve…per quel che si può

Julian Assange è un giornalista, programmatore web e conduttore australiano, noto alla cronaca per aver diffuso e resi noti video ed e-mail riservate del governo in stanza a Washington. WikiLeaks, inoltre, era un contenitore di informazioni e rivelazioni di documenti riservati sui bombardamenti in Yemen, corruzione nel mondo arabo, esecuzioni extragiudiziarie della polizia keniota, rivolta tibetana in Cina, scandalo petrolifero in Perù ed e-mail del governo Erdogan riguardanti le purghe del 2016.

Julian Assange estradizione
La copertina del Time del 13 dicembre 2010: ph. da time.com

I capi d’accusa del governo americano interessano, nella fattispecie, informazioni trapelate tramite l’informatrice dell’australiano, Chelsea Manning. La Manning svolgeva, all’epoca dei fatti, un lavoro di analisi di intelligence durante le operazioni in Iraq.

Oltre alla divulgazione di e-mail riservate del governo, la Manning ha trafugato, e girato a Julian Assange, video sconcertanti di operazioni militari americane sfociate in crimini di guerra. I video mostrano bombardamenti e uccisioni in Iraq e Afghanistan. La donna, attivista transgender, verrà poi giudicata colpevole di circa 20 capi d’accusa.

Gli States lanciano così un mandato di cattura internazionale per Julian Assange.

Potrebbe interessarti anche questo – Giulia, 14 anni, la sua lezione sul Covid che commuove il web

La fuga di Assange nel Regno Unito e le accuse di stupro in Svezia

Bisogna fare qualche passo in avanti per comprendere la questione riguardante l’attuale posizione di Assange e il caso a lui annesso.

Nel novembre 2010 l’uomo si trovava in Svezia dove consumò due rapporti sessuali consenzienti con due donne. La problematica naque dal mancato consenso di Assange nell’effettuare un controllo per le malattie infettive; le due donne, dopo aver appreso di essere andate a letto con lo stesso uomo senza protezioni, pretesero dall’australiano gli accertamenti del caso.

Julian Assange estradizione
Assange si dichiara innocente a 10 anni dalle accuse in Svezia: ph. da ansa.it

Il caso arrivò al tribunale di Stoccolma dove Assange asserì che le accuse erano frutto di un pretesto per estradarlo dalla Svezia agli Stati Uniti. Dopo la mancata firma della testimonianza di una delle donne il giornalista vola per Londra, dove si consegna spontaneamente alle autorità inglesi di Scotland Yard.

Dopo richieste di estradizione da parte della Svezia approvate e poi annullate Assange si rifugiò nell’ambasciata dell’Ecuador del posto, ottenendo dopo poco tempo asilo politico.

Lo status di rifugiato politico gli garantì alloggio e protezione a costo di un lavoro per lo stato dell’Ecuador (di cui successivamente prese cittadinanza). Il governo in questione, infatti, nutriva sospetti su alcuni movimenti statunitensi nel proprio territorio.

Con la caduta di Correa in Ecuador agli inizi del 2019 e alcune vicissitudini all’interno dell’ambasciata, lo stato sudamericano rilascia di Assange nelle mani della polizia metropolitana di Londra.

Potrebbe interessarti anche questo – La giustizia per Giulio Regeni, forse il più bel regalo del 2020

La detenzione alla HMP Belmarsh

Julian Assange estradizione
Ingresso del HMP Belmarsh: ph. da dailymail.co.uk

Julian Assange, catturato dalla polizia, il 1° maggio 2019 viene condannato a 50 settimane di detenzione (metà delle quali da scontare in libertà condizionale), per aver violato la condizionale nella vicenda che lo portò a presentarsi nel 2012 all’ambasciata ecuadoregna.

La High Majesty Prison di Belmarsh è considerata la “Guantanámo d’Inghilterra”, una delle più severe case circondariali del territorio, dove il programmatore australiano vive una non facile detenzione mostrando altresì segni di cedimento psicologico.

Potrebbe interessarti anche questo – Stellantis: Fiat e Renault vanno a nozze

Julian Assange estradizione negli USA: il verdetto del giudice distrettuale Vanessa Baraitser

Stamane, Julian Assange ed i suoi avvocati hanno presenziato all’udienza del giudice Vanessa Baraitser. Si varava l’ipotesi di estradizione del fondatore di WikiLeaks in America.

Julian Assange estradizione
Il corteo in favore di Assange all’esterno del tribunale di Londra: ph. da thenationalnews.com

Le parole della Baraitser sono state di comprensione riguardo la persecuzione che sta subendo il 49enne. Di seguito la trascrizione del verdetto: “Nelle carceri di Belmarsh il signor Assange era lontano da rischi di pericoli di vita. Sono soddisfatta che le condizioni delle carceri americane siano tanto buone da evitare il suicidio dell’imputato; ma credo fermamente che l’estradizione l’avrebbe fatto. Non sarebbe (l’imputato) in uno stato mentale adeguato per affrontare condanne e condizioni simili”.

Negli Stati Uniti, Assange subirebbe un processo per 18 capi d’accusa:

  • 17 ai sensi della Legge sullo Spionaggio;
  • 1 ai sensi della Legge sulle frodi e gli abusi informatici.

La condanna si aggirerebbe a circa 175 anni di reclusione. Negli USA Julian Assange avrebbe rischiato gravi condizioni detentive in aggiunta a lunghi periodi di isolamento che gli avrebbero potuto creare seri danni mentali.

Nel paese a stelle e strisce, inoltre, la divulgazione di materiale coperto dal segreto di stato è altresì punibile con la pena di morte. L’ultimo fatto analogo risale al 1953 con il caso di Julius ed Ethel Rosenberg, processati e condannati a morte dallo stato di New York come spie dell’Unione Sovietica.

Potrebbe interessarti anche questo – Covid: la spaventosa condizione delle carceri in Bielorussia

L’appoggio degli stati e la lotta di Nils Melzer

Tra i tanti stati che hanno offerto asilo politico e migliori condizioni di vita all’attivista australiano c’è la Svizzera. Nel maggio 2019 un gruppo di stimati giuristi dello stato elvetico ha presentato al proprio paese domanda formale di asilo politico per Assange.

Tale richiesta è stata appoggiata in pieno da Nils Melzer, relatore ONU sulla tortura, che ha spinto nella stessa direzione dei giuristi. Melzer da tempo afferma che la stessa persecuzione mediatica che subisce Julian è una violazione dei diritti umani o ancora peggio, una subdola violenza.

Julian Assange estradizione
Nils Melzer: ph. da glp.org

Per questo l’uomo, dall’inizio della querelle Assange, ha esortato i quattro governi in questione (Regno Unito, USA, Svezia e Australia) ad astenersi dal fare dichiarazioni pregiudizievoli per i diritti umani ai danni del fondatore di WikiLeaks.

Inoltre proprio nelle scorse ore il presidente messicano Obrador ha offerto asilo politico a Julian Assange.

“Chiederò al ministro degli Affari esteri di adottare le disposizioni necessarie per chiedere al governo britannico il rilascio del signor Assange e perché il Messico gli offra asilo politico”. Queste le sue parole.

Potrebbe interessarti anche questo – Facebook lavora ad un sintetizzatore delle news

Conclusioni: buonsenso del giudice o critica alla Costituzione americana?

Di sicuro il giudice Baraitser ha preso una posizione che favorisce la libertà di Julian Assange. Il governo statunitense, dalla sua, è convinto nel proseguire la causa.

La lotta che vede come protagonista il giornalista, rifugiatosi 10 anni fa in UK convinto di essere protetto da uno stato che sosteneva la libertà di stampa, espressione o parola, diventa più ardua alla luce delle dichiarazioni di Baraitser.

Il fatto di aver condannato le condizioni delle carceri americane piuttosto che il metodo di giudizio dei tribunali americani la dice lunga sull’ancora lunga lotta per la libertà di stampa. La giudice ha respinto le affermazioni della difesa per cui l’uomo sarebbe protetto dalle garanzie legate alla libertà di espressione, osservando che “per le stesse accuse il signor Assange subirebbe un processo anche in UK” .

Queste invece, le dichiarazioni di Nils Muižnieks, attivista e politologo lettone nonché direttore per l’Europa di Amnesty International: Abbiamo apprezzato la decisione di non estradare Julian Assange negli Usa e riteniamo importante che la corte abbia riconosciuto che, a causa delle sue condizioni di salute, Assange avrebbe rischiato di subire maltrattamenti nel sistema penitenziario statunitense”, inizia Muižnieks.

Tuttavia le accuse nei confronti di Assange non avrebbero mai dovuto essere presentate: erano politicamente motivate e il governo del Regno Unito non avrebbe mai dovuto aiutare gli Usa nell’incessante ricerca dell’estradizione”.

Constatare che la decisione della corte è corretta e salva Assange dall’estradizione non assolve le autorità del Regno Unito dall’aver voluto prendere parte a un procedimento politico nell’interesse degli Usa e aver mandato a processo la libertà d’informazione e la libertà d’espressione. Si è trattato in ogni caso di un terribile precedente di cui gli Usa sono responsabili e il Regno Unito è complice”. Accusando di fatto Stati Uniti e Gran Bretagna di complicità nella violazione dei diritti umani, libertà di espressione e di stampa.

Potrebbe interessarti anche questo – Primavera Araba, il sacrificio di Mohamed Bouazizi compie 10 anni

Segui PerSempreCalcio.it