Negli ultimi giorni sta facendo molto scalpore la notizia della scomparsa di Kyrie Irving dai riflettori. Il playmaker dei Nets ha saltato ben 3 partite per motivi personali ma nessuno riesce ancora a capire quale sia la chiara motivazione. Secondo le ultime indiscrezioni dei maggiori reporter Nba, i Brooklyn Nets non hanno nessuna idea di dove sia finito Kyrie Irving. Dopo la sua prima delle tre partite saltate il playmaker disse: “Non avevo voglia di giocare”. Dichiarazioni poco chiare seguite poi da quelle sel suo coach Steve Nash: “Non ho ancora parlato con Kyrie Irving ma non credo non abbia giocato solo perchè non aveva voglia, spero sia tutto ok“. Lascia qualche preoccupazione in più la dichiarazione del suo compagno Kevin Durant dopo la terza partita di fila saltata: “Non parlerò al posto suo, sarà lui a farlo per se stesso quando lo vorrà. Sono sicuro che lo vedrete presto quando deciderà di tornare. Lo sosteniamo al 100% e preghiamo affinché tutto vada per il meglio. Tutto ciò fa comprendere che è un momento molto delicato per Kyrie soprattutto dal punto di vista mentale. Nessuno riesce a comprendere la vera causa. Irving è solito mettere vita privata e sociale dinanzi al basket come ha fatto più volte sia con la lotta col razzismo sia col covid. Molti sostengono che la sua scomparsa sia legata ai fatti avvenuti a Capitol Hill e che quindi Irving ne sia rimasto molto colpito. Nelle ultime ore è uscito un video di lui che è ad un party col famoso rapper Drake, quindi una delle ipotesi sostenute dai media è che il giocatore se ne sia andato per festeggiare i 30 anni della sorella a Toronto. Se ciò è vero Kyrie dovrebbe anche aver violato il protocollo della sicurezza Nba e quindi saltare altre partite. Di sicuro una scomparsa alquanto inappropriata e avvenuta in un momento negativo per il suo team. Ciò porterà altre conseguenze, non resta che aspettare e vedere l’epilogo della vicenda di questo strano caso