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Russia offensiva fronte occidentale:

La Russia ha dato avvio all’attacco. Il Segretario generale della NATO ha detto che stiamo “già vedendo” l’inizio di una nuova offensiva russa in Ucraina.

L’iniziativa russa è ripresa sul fronte Kharkiv Orientale-Lugansk Occidentale. Lungo la linea che va dal villaggio di Tavilzhanka nel nord-est, passa per la città di  Svatove e va fino alla città di Kreminna. Da tempo è chiamata la battaglia della linea Svatove-Kreminna. Questo tratto di fronte si è venuto a determinare a seguito della importante controffensiva ucraina nell’ottobre 2022. Più a sud nel Donetsk, sempre nel Donbas, c’è poi la battaglia di Bakmut. La resistenza ucraina è tenace, un muro, ma la situazione è difficile. La pressione russa sulla città è molto forte e gli ucraini potrebbero anche valutare di ripiegare, a fronte di una difesa insostenibile in termini di perdite di vite umane.

L’Intelligence ucraina valuta che la Russia non avrebbe le risorse sufficienti per lanciare una massiccia offensiva in prossimità dell’anniversario dell’invasione, il 24 febbraio prossimo. Anche qualche Mil-blogger ultranazionalista russo, critico nei confronti del Ministero della Difesa, è di questo parere. Intanto si segnalano ammassamenti di truppe ed aerei a ridosso del confine ucraino così come la presenza di navi e sommergibili con munizionamento nucleare tattico nel Mar Baltico.

Russia offensiva fronte occidentale

La linea dell’intero fronte ucraino, da Nord Est a Sud Ovest, supera i 1200Km. È evidente che è molto estesa. La Russia ha di che preoccuparsi per la protezione della estremità di Nord Est e di specifici tratti nel Sud. Per questo, confermato anche dalle immagini satellitari open source, le truppe di Mosca continuano a costruire opere difensive sia nel Lugansk che nella regione di Zaporizhia. Oltre anche ad immettere truppe regolari, personale riservista, armi e materiali.

L’intelligence Inglese valuta che un successo degli ucraini nel Lugansk, o quantomeno una forte resistenza, ostacolerebbe l’intenzione dichiarata dal Cremlino della conquista dell’intera regione e quindi dell’intero Donbas. Inoltre uno sfondamento ucraino della linea difensiva Vasylivka-Orichiv, nella regione di Zaporizhia, farebbe vacillare seriamente la possibilità di creare un collegamento terrestre tra la regione russa di Rostov e la Crimea. Questi due aspetti potrebbero essere dei dilemmi su cui i pianificatori russi sono chiamati ad intervenire.

Dalla Russia continuano ad arrivare segnali che la governance russa è sempre più orientata verso una guerra di lunga durata. Il Presidente Putin, il Primo Ministro Mikhail Mishustin e il Vice Presidente del consiglio di Sicurezza Medvedev incentivano e spingono l’industria a sostenere questo sforzo di lungo termine.

Mishustin ha dichiarato che il governo sovvenzionerà progetti di investimento per la modernizzazione delle imprese che operano nell’interesse delle Forze Armate e destinerà sostanziosi fondi per la produzione di nuove attrezzature (armamenti). Vengono poi estesi i vantaggi per gli imprenditori che sostengono le forze armate russe e sarà prorogato il periodo di rata per il pagamento degli immobili in locazione di proprietà federale.

Russia offensiva fronte occidentale

Putin ha presieduto una riunione del consiglio di sorveglianza dell’Agenzia Autonoma per le Iniziative Strategiche e per la promozione di nuovi progetti. L’ Agenzia ha ricevuto il compito di supportare i Soggetti Federati nello sviluppo della produzione di veicoli senza pilota (UAV-Unmanned Aerial Vehicle).

Invece Medvedev ha annunciato che le imprese del complesso militare-industriale stanno aumentando la fornitura di droni, da ricognizione e da attacco, alle forze armate della Federazione. Ha anche detto che c’è necessità di aumentare la produzione di armamenti in generale compresi i carri armati. Ha sottolineato l’importanza di questi mezzi che sono rilevanti in una guerra di logoramento.

Russia e Ucraina hanno perso sul campo molti carri armati. Il sito indipendente olandese “Oryx”, che si interessa di analisi della difesa, fornisce i dati su quanti carri hanno perso sia russi che ucraini. I dati sono documentati dalla disponibilità di prove fotografiche o video grafiche. Alla data del 15 febbraio ’23 le perdite riportate sono: 1733 carri per i russi (di cui 1020 distrutti, 80 danneggiati, 86 abbandonati, 547 catturati) e 461 per gli ucraini (di cui 274 distrutti, 27 danneggiati, 17 abbandonati, 143 catturati). Per potere valutare i dati riportati bisogna però fare riferimento alla dotazione iniziale di entrambi a prima dell’invasine. Secondo il sito globalfirepower per la Russia erano 12.566 carri e per l’Ucraina 1.890. Quest’ultimo dato fa comprendere la richiesta di Kiev per averne.

Se la Russia sollecita l’incremento della produzione dell’industria bellica anche il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg ha detto che l’Alleanza ha in programma di aumentare i suoi obiettivi sulle scorte di munizioni. Questo perché la guerra in Ucraina sta mettendo a dura prova la capacità di rifornimento da parte dell’industria della difesa europea. Inoltre proprio in riferimento ai carri ha detto che bisogna inviarli in fretta all’Ucraina. Nell’ultima riunione NATO di Bruxelles è stato deciso per ulteriore sostegno a Kiev ma nulla ancora per la fornitura di aerei da combattimento.

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