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La tregua iniziata ieri mattina va avanti. I primi 13 ostaggi rapiti da Hamas sono stati rilasciati contro i 39 prigionieri palestinesi detenuti da Israele. Il rapporto è di 1 a 3.

Oggi è previsto un altro rilascio secondo gli accordi, sempre nella stessa misura e con le medesime modalità. Crescono l’angoscia e le speranze dei parenti degli ostaggi.

La pausa, concordata con la mediazione del Qatar e partita alle 05.00 LT (Local Time) di venerdì 24 novembre, prevede:

  • il rilascio di 50 tra donne e bambini detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza contro 150 donne ed adolescenti detenuti da Israele nelle proprie carceri;
  • una durata 4 giorni. Potrebbe avere proroghe in presenza di determinate condizioni: un giorno in più per ogni 10 ostaggi liberati oltre i 50 già concordati con Hamas;
  • un cessate il fuoco per tutto il periodo dei 4 giorni e oltre se si verificano le condizioni di cui alla linea precedente;
  • lo stop ad ogni movimento militare;
  • il permesso per i civili di muoversi da Nord a Sud lungo la strada principale che percorre la Striscia di Gaza, la Salah Al-Din Road;
  • l’accesso nella striscia di convogli per il rilascio di aiuti umanitari compreso il carburante.

L’ala politica di Hamas ha reso noto che l’accordo prevede che i bambini e/o adolescenti rilasciati da entrambe le parti avranno una età inferiore ai 19 anni. Inoltre ha parlato di una no-fly zone nel sud della Striscia ed una parziale nel Nord di Gaza.

La tregua concordata comunque non abbassa i toni accesi da entrambe le parti. Netanyahu ha detto che l’accordo non fermerà la guerra, riprenderà al termine della tregua. Andrà avanti almeno per altri due mesi secondo le dichiarazioni del Ministro Gallant. Hamas per contro afferma che, nonostante la tregua, perseguirà nell’intento di creare uno stato palestinese con capitale Gerusalemme, oltre al fatto che s’impegnerà nell’intento di distruggere Israele.

Il tentativo e le intenzioni di molti sfollati per un rientro a Gaza, approfittando della tregua, sono stati subito smorzati da Israele. Non sarà consentito a nessuno di rientrare perché la guerra non è finita e riprenderà. Israele ha ribadito il divieto di movimento da Sud verso Nord mentre è consentito nel verso contrario.

La tregua per ora regge. Va avanti scandita dai ritmi, precisi, legati al rilascio degli ostaggi e dei prigionieri. Molti sperano che possa proseguire anche dopo i quattro giorni concordati. Le pressioni su Israele vengono esercitate da più parti. Pe ora teniamoci questi quattro giorni, poi si vedrà.  

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