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Si è conclusa la stagione Nba 2020-21 con la chiusura della serie delle Nba Finals tra Phoenix Suns e Milwaukee Bucks. I Bucks si laureano campioni Nba 2021 dopo essere andati sotto 2-0 nella serie. Giannis e compagni ribaltano la serie facendo ben 4 vittorie di fila, tra cui l’importantissima gara-5 disputata alla Phoenix Suns arena che ha dato la possibilità di vincere il titolo in casa. Ovviamente Milwaukee non poteva farsi scappare questa grande occasione. La partita termina 105-98 per i padroni di casa, ai Suns non bastano i 26 di Chris Paul e i soli 19 di Devin Booker, apparso in calo di energie. Per i Bucks, c’è una delle più dominanti prestazioni della storia delle Nba Finals da parte di Giannis Antetokounmpo con 50 punti, 14 rimbalzi, 5 stoppate, 2 assist, 16/25 dal campo, 17/19 ai liberi. Il greco si aggiudica così il premio di Mvp delle Finals e diventa il primo giocatore nella storia ad ottenere MVP X2, MIP( Most Improved Player), DPOY (Defensive player of the year) e Finals MVP a soli 26 anni. Kobe Bryant lo aveva predetto, gli diede due sfide. La prima è di diventare MVP, la seconda di diventare campione Nba. Giannis così è riuscito anche a onorare il Black Mamba. Ecco gli highlights della partita.

Nba Finals, le parole dell’MVP

Ecco le parole a fine partita dell’MVP delle Nba Finals 2021, Giannis Antetokounmpo:

Non potevo andarmene. C’era un lavoro da finire. La bolla non ci ha reso giustizia. Senza togliere nulla a Miami, ma tutti avevano nostalgia di casa, siamo molto attaccati alla famiglia in questa squadra e ci sono mancate, troppo. Tornando qui mi sono detto ‘Questa è la mia città, si fidano di me, credono in me’, e anche dopo la nostra sconfitta la città ci ha mostrato tutto il suo more. Volevo completare il lavoro. È il mio lato testardo.”

“È facile andare altrove per vincere un titolo con un’altra squadra. Potrei andare in un superteam, fare la mia parte del lavoro e vincere un titolo. Ma l’abbiamo fatto ‘nel modo più duro’. Ce l’abbiamo fatta!”

E sulla sfida lanciata da Kobe Bryant:

“Significa molto per me. All’inizio è cominciato tutto quasi come uno scherzo. È stata una sfida tra giocatori e io gli ho chiesto “ok, dimmi qual è la challenge” e lui ha detto: “MVP”. Ma all’inizio, io stavo solo scherzando. Non pensavo che mi avrebbe risposto. Ma quando lo fece, mi ha dato la carica giusta. Ho pensato tra me e me: Kobe Bryant pensa che posso farcela, che posso giocare ad alto livello, costruire un roster di livello e poter vincere un trofeo MVP? Dovevo farlo. Ho dovuto lavorare sodo. E non deluderlo. Ho dovuto lavorare sodo perché la gente credeva che potessi farcela. Quello è il problema. Mi piace rendere felici le persone. Non mi piace deluderli. Quando ho firmato per Milwaukee, questo è stato il motivo principale per cui ho firmato: non volevo deludere le persone e far pensare loro che non avevo lavorato molto duramente, cosa che cerco di fare sempre. Ma essere in grado di fare queste cose è pazzesco. È irreale. È fottutamente irreale. Non posso crederci.”