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Con l’avvicinarsi della stagione sull’erba, non si parla d’altro se non della ‘questione Wimbledon’. Il più prestigioso evento tennistico annuale si è apertamente schierato contro l’invasione russa in Ucraina. Per dimostrare la sua contrarietà alle azioni perpetrate dall’esercito di Vladimir Putin, l’All England Club ha deciso di seguire le linee guida dettate dal governo britannico.

Nel farlo, ha dunque acconsentito all’esclusione dei tennisti russi e bielorussi dal terzo e più antico Slam stagionale. Una decisione, questa, che ha fatto storcere il naso all’ATP (Association of Tennis Professionals) e alla WTA (Women’s Tennis Association). Il circuito avrebbe ritenuto più opportuno consentire loro di giocare, ma senza bandiera. Per questo motivo, ha stabilito che la prossima edizione di Wimbledon sarà un mera esibizione e non una competizione. Ciò significa che, mentre dovrebbe essere confermato il prize money agli atleti che vi prenderanno parte, questi non potranno ottenere punti in classifica e non potranno difendere quelli guadagnati lo scorso anno.

“La possibilità per i tennisti di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito e senza alcuna discriminazione è alla base del nostro sport e del circuito intero. La decisione di Wimbledon di vietare ai tennisti russi e bielorussi di gareggiare nel Regno Unito mina l’integrità del sistema del ranking Atp ed è assolutamente incoerente con le classifiche attuali. Di conseguenza e con estremo rammarico siamo costretti a rimuovere i punti del Ranking Atp per la prossima edizione di Wimbledon.

Le reazioni dei tennisti sul caso Wimbledon

In seguito alla netta posizione del circuito ATP, molti tennisti hanno espresso la propria opinione in merito, incalzati dai giornalisti. Nonostante tutti abbiano scelto di partecipare comunque allo Slam inglese, alcuni hanno pubblicamente condannato la decisione dell’ATP.

Dominic Thiem su Wimbledon

Tra le analisi più lucide c’è sicuramente quella dell’austriaco Dominic Thiem, che da un bel pò di tempo non riesce a ritrovare il suo gioco. Conclusa prematuramente l’esperienza al Roland Garros, il numero 190 del ranking mondiale ha affrontato il tema Wimbledon, definendo ingiusta la decisione dell’ATP, soprattutto per alcuni giocatori.

“Riguardo a Wimbledon, penso che sia una decisione difficile per tutti, per alcuni giocatori può essere già molto probabilmente molto doloroso, Berrettini o Novak o Fucsovics, per esempio”.

Particolarmente danneggiati da tale misura sono stati senza dubbio il n.1 azzurro Matteo Berrettini e il n.1 al mondo Novak Djokovic. Il primo, per la prima volta in campo dal mese di marzo, non potrà difendere i 1200 punti ottenuti dal raggiungimento della finale Slam nel 2021. Il secondo, che lo Slam lo ha vinto, perderà invece 2000 punti, rischiando così la prima posizione nel ranking.

L’ex numero 3 ha però voluto soffermarsi su quello che ritiene l’aspetto fondamentale della vicenda, abbandonando ogni considerazione in ottica ranking. “Dobbiamo sempre tenere a mente che Wimbledon o il mondo del tennis non è affatto un problema. Il vero problema è lì in Ucraina e speriamo che ci sia di nuovo la pace molto presto”.

Daniil Medvedev

Il numero 2 del mondo figura tra i giocatori che, seppur contrari, hanno compreso la posizione dell’ATP.

Dopo l’operazione alla schiena, Daniil Medvedev esordisce perfettamente nel secondo Grand Slam della stagione. Al primo turno del Roland Garros, nonostante qualche errore di troppo, ha sconfitto agilmente Facundo Bagnis, sentendosi fiducioso in una doppietta al secondo round contro un temibile Laslo Djere.

L’ex numero uno, che non potrà scendere in campo sui prati dell’All England Club, ha detto: “Innanzitutto, voglio concentrarmi sul Roland Garros, dove posso giocare. Conosco la decisione dell’ATP, non è facile da commentare. Quando ho chiesto all’ATP i motivi per cui hanno preso questa decisione, hanno spiegato molto bene la situazione e non si sono limitati a dire: ‘Ok, questa è la nostra scelta’. Ho trovato molto logico quello che hanno detto. È questo è ciò che non ho trovato nelle spiegazioni forniteci da Wimbledon. Non sto dicendo che la decisione dell’ATP sia corretta, ma almeno loro sono stati chiari“.

Jannik Sinner

Nella conferenza stampa seguente all’esordio vincente al Roland Garros sull’argentino Fratangelo, il numero 2 italiano ha parlato anch’egli della decisione dell’ATP.

In attesa del secondo turno a Parigi contro l’iberico Carballes Baena, l’allievo di Vagnozzi ha detto:

“La situazione è difficile. Ancora non ho la mia opinione, ma la nostra programmazione è giocare Halle e Eastbourne per conoscere la superficie e poi Wimbledon, così da fare qualche partita in più sull’erba”.

A quanto si deduce, l’altoatesino ha intenzione di focalizzarsi sullo Slam parigino. Qui, Jannik Sinner si è spinto al secondo round, aggiungendosi ai connazionali Fognini, Cecchinato e Sonego dopo le amare sconfitte di Musetti e Zeppieri.

Novak Djokovic

Sul Court Philippe Chatrier il numero 1 al mondo ha stravinto nella sessione serale, dove ha incontrato il giapponese Yoshihito Nishioka. Nella conferenza stampa post-match, era inevitabile la domanda dei giornalisti in sala sul tema Wimbledon.

Il detentore del titolo ha ammesso: “A livello personale mi ha influenzato negativamente, non avrò l’opportunità di giocare e difendere i miei 2000 punti a Wimbledon. Quindi, ovviamente, a livello personale questo mi ha influenzato molto negativamente. Ma in questi giorni ho parlato con la dirigenza e il presidente dell’ATP e alcuni membri del consiglio. Nel complesso, sono contento che i giocatori si siano uniti all’ATP e abbiano mostrato al Grande Slam che quando accade un errore, ed è successo dalla parte di Wimbledon, allora dobbiamo dimostrare che ci saranno delle conseguenze”.

Seppur schierato con l’ATP, Nole ha detto: “Sento che anche l’ATP avrebbe potuto trovare una via di mezzo. Avrebbero potuto rimuovere i punti di quest’anno, ma avrebbero potuto congelare quelli dell’anno scorso, proprio come hanno fatto durante la pandemia. È tutto abbastanza ingiusto, personalmente ho perso 4.000 punti quest’anno a causa di decisioni politiche. Quindi per me o per i tennisti che hanno fatto bene l’anno scorso, non solo non avremo la possibilità di vincere punti, ma non possiamo difenderli. È una situazione davvero unica e strana, devo dire. Naturalmente, un Grande Slam è sempre un Grande Slam. Wimbledon per me è sempre stato il torneo dei miei sogni quando ero bambino”.

Il campione serbo ha poi discusso del tema ‘esclusione dei russi e bielorussi’.

“Ci sono cose che non sapevo, per esempio, qualche giorno fa ho scoperto che c’era un documento di raccomandazione del governo inglese verso l’All England Club, dove c’erano diverse opzioni. Non ne hanno discusso con nessuno dell’ATP o con nessun singolo giocatore o giocatori realmente russi o bielorussi per capire se esiste un terreno comune in cui entrambe le parti potrebbero arrivare a un compromesso e qualcosa potrebbe funzionare. Quindi penso che sia stata una decisione sbagliata. Non l’appoggio affatto. Ma in questi tempi è una questione molto delicata e, qualunque cosa tu decida, purtroppo creerà molti conflitti, molta separazione invece che unificazione”.

Fabio Fognini

Anche l’azzurro, in occasione del consueto appuntamento con la stampa nel post-match, ha detto la sua sul caso Wimbledon. Reduce dalla vittoria al primo turno su Alexei Popyrin, Fabio ha affermato:

“Ho fatto i complimenti ad Andrea Gaudenzi per la scelta, ma si vocifera anche di un possibile taglio del prize money. Sapete che non ho un gran feeling con l’erba, di conseguenza potrei portare la mia famiglia a Formentera“.

Il pensiero di Fognini appare dunque in linea con quello dell’ex tennista e Presidente dell’ATP.