La prima pillola anti Covid: Merck ne chiederà “il prima possibile” l’autorizzazione di emergenza negli Stati Uniti. I test clinici condotti – afferma il colosso farmaceutico – hanno mostrato che il farmaco orale riduce il rischio di ricoveri e decessi. Quando somministrato a persone ad alto rischio nelle fasi iniziali dell’infezione.

La pillola

La pillola Merck, messa a punto per fermare il replicarsi del Covid, deve essere assunta per cinque giorni, quattro compresse al giorno. Merck vola a Wall Street. I titoli salgono del 12%, in quello che è il balzo maggiore dal 2009. L’azienda farmaceutica Merck & Co. – MSD al di fuori degli Stati Uniti e del Canada – comunica che, in base ai dati della interim analysis dello studio di fase 3, il farmaco molnupiravir riduce il rischio di ospedalizzazione o di morte di circa il 50%. Il 7,3% dei pazienti che hanno utilizzato molnupiravir sono infatti ospedalizzati o deceduti entro il 29/mo giorno. A fronte di un 14,1% per i pazienti trattati con placebo.

L’autorizzazione

Sulla base di questi dati, MSD intende richiedere quanto prima un’autorizzazione all’uso per emergenza alla FDA statunitense. Inoltre intende richiedere un’autorizzazione all’immissione in commercio ad altre agenzie regolatorie a livello mondiale. Prima di ottenere i risultati dello studio, MSD ha iniziato la produzione di molnupiravir assumendosi interamente il rischio.

Le quantità

MSD, si legge in una nota, intende produrre 10 milioni di dosi entro la fine del 2021. E un numero maggiore di dosi sarà prodotto nel 2022. MSD comunica inoltre di aver stipulato un accordo con il governo degli Stati Uniti in base al quale fornirà circa 1,7 milioni di dosi di molnupiravir al governo statunitense. Oltre all’accordo con il governo degli Stati Uniti, MSD sta stipulando accordi di acquisto e fornitura con altri governi a livello mondiale. MSD intende adottare una politica differenziata dei prezzi basata sui criteri di reddito della Banca Mondiale. E ha già annunciato di aver sottoscritto accordi di licenza volontaria non esclusiva con produttori consolidati di farmaci generici. Per accelerare la disponibilità di molnupiravir in più di 100 Paesi a basso o medio reddito (LMICs). Si attendono risvolti. Ai posteri l’ardua sentenza.

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