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Prighozin da morto (o quasi) fa ancora parlare di sé. Secondo il Generale Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, non vi sono prove certe della sua morte. Gli accertamenti fatti sui cadaveri di coloro che morirono nell’incidente aereo dove sarebbe stato presente anche il capo della Wagner non possono essere confermati da una fonte indipendente. Fu Mosca a confermarne la morte del capo della Wagner attraverso gli esami del DNA. Mosca negò anche il suo coinvolgimento nell’incidente.

Budanov non afferma che Prighozin sia ancora vivo ma non conferma la sua morte. Il cadavere dell’ex capo della Wagner non è mai mai stato mostrato in pubblico. Neanche al suo funerale. La cerimonia venne officiata in forma molto riservata.

La morte di Prighozin comunque non ha sancito la fine o lo scioglimento della stessa Wagner PMC (Private Military Company). Questa continua ad esistere.

Sulla presunta “falsa” morte di Prighozin si pronunciò, a quel tempo, anche il politologo Valery Solovey. Questi smentiva le teorie dell’incidente aereo che ne avrebbe provocato l’uccisione. A poche settimane dalla notizia il politologo dava Prighozin vivo e in Venezuela. Più precisamente su una isola del paese latino-americano. Il capo della Wagner avvertito del complotto nei suoi confronti avrebbe fatto in tempo a fuggire oltre oceano. Sarebbe li lontano sotto copertura e pronto a far rientro i Russia al momento propizio.

Ne Budanov adesso è in grado di dimostrare che Prighozin sia ancora vivo ne Solovey allora dette per certo ciò che affermava sul capo della Wagner.

Una cosa è sicura, intorno al Cremlino a Prighozin e alla Wagner abbondano le teorie del complotto che rendono la vicenda sempre più “dark” come nelle migliori storie di spionaggio e contro spionaggio dell’est. Altra cosa certa e che se Prighozin fosse ancora vivo dovrebbe stare ben attento e ben nascosto, più che in un resort di un’isola venezuelana.

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