• Tempo di Lettura:3Minuti

di Giuseppe Esposito

Il vertice dell’Alleanza che si terrà a Madrid dal 28 al 30 giugno prossimo sarà inevitabilmente condizionato dalla guerra in Ucraina.
L’aggressione russa oltre a minare la sicurezza in Europa ha generato una serie di ripercussioni “sismiche”. Che hanno travalicato i confini del vecchio continente. Crisi energetica, alimentare e umanitaria. Incertezze di relazioni internazionali, violazioni di regole di diritto. Nuovi scenari geopolitici.

Temi che saranno oggetto di attenzione e discussione al vertice. Avranno un impatto sul nuovo “concetto strategico” dell’Alleanza che verrà adottato in quella sede. Definirà la strategia dell’organizzazione segnandone la rotta per i prossimi anni.
L’ultimo, in vigore, varato nel 2010 prevede “Impegno attivo, difesa moderna”. Ruota attorno a tre compiti fondamentali: difesa collettiva, gestione delle crisi. Sicurezza cooperativa.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltemberg, ha dichiarato: “Il Concetto Strategico di Madrid rifletterà il nuovo ambiente di sicurezza. Riconfermerà i nostri valori. Riaffermerà la nostra unità. Assicurerà che la nostra Alleanza sia adatta per il futuro”.
L’adozione di un nuovo concetto è prassi consolidata. E’ solo un caso che in Spagna ne venga adottato uno nuovo. Proprio nel momento di maggiore crisi in Europa. Era in programma.
Al vertice di Bruxelles del 2021 fu deciso di avviare il processo di sviluppo per un nuovo concetto strategico. Nella capitale spagnola si arriva dopo una lunga serie di consultazioni avviate, da allora, dal Segretario Generale. Unitamente ai membri della coalizione. Bisognerà tradurre e mettere in calce ciò che è stato ampiamente discusso.

L’Alleanza ha più volte rimodulato il concetto strategico. Affinché fosse adeguatamente preparata al suo compito ha sempre proceduto tenendo conto dei mutamenti della sicurezza globale.
Dal 1949, anno di fondazione della NATO, si possono individuare tre periodi di evoluzione del concetto strategico. Il periodo della guerra fredda (1949-1991). Quello post guerra fredda (1991 – 2001). Quello dall’11 settembre 2001 in poi (dall’attentato alle torri gemelle).
Il primo è stato caratterizzato dalla contrapposizione tra occidente ed oriente, il bipolarismo.
Il secondo, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e lo scioglimento del Patto di Varsavia, è stato contraddistinto dal dialogo e dalla cooperazione.
Il terzo è stato catapultato nella minaccia terroristica e delle armi di distruzione di massa. Oltre alla guerra ibrida e la possibilità di eventi imprevedibili. Dopo l’attacco alle torri di New York, per la prima volta, fu invocato l’articolo “5”, la difesa collettiva. E fu adottato un approccio più ampio alla sicurezza.

Al vertice di Madrid si giungerà preparati e consapevoli che il mondo è diventato sempre più pericoloso. Dove tutti sono uguali ma c’è sempre qualcuno che crede di esserlo più di altri. La difesa e la deterrenza, più attuali che mai, vanno accompagnati dall’innovazione tecnologica e dagli investimenti necessari a garantire la difesa collettiva.