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di Giuseppe Esposito

Il 24 agosto scorso il Presidente della Federazione Russa, Putin (nella foto), ha firmato un decreto per incrementare il numero degli effettivi delle forze armate. Il provvedimento troverà attuazione da gennaio 2023. Si tratta di un aumento del 10%. Il decreto implementa il personale militare di 137.000 unità. Da 1.013.628 a 1.150.628. Putin si prepara ad un lungo conflitto.
Da parte di alcuni la mossa di Putin viene letta come la premessa di una futura mobilitazione generale per l’Ucraina. Viste le difficoltà che le truppe russe stanno incontrando al fronte. Mosca ha subito smentito ribadendo che all’ “operazione militare speciale” partecipano solo volontari a contratto e non coscritti. Proprio il termine adottato per invadere l’Ucraina non permetterebbe l’attuazione di una mobilitazione su larga scala.
Per far fronte alle perdite della guerra, per consentire una rotazione delle truppe e per incrementare il personale in teatro, Mosca ha già avviato un reclutamento volontario. A partire da giugno scorso i soggetti federati della Federazione Russa (le regioni), su richiesta del governo centrale, hanno messo in atto una campagna di arruolamento per costituire battaglioni di volontari. La risposta alla chiamata viene invogliata con sostanziosi incentivi in denaro e con un lauto stipendio mensile. Per raggiungere i numeri previsti per ogni battaglione, 300-400 unità, si sarebbero chiusi gli occhi di fronte a qualche precedente penale degli aspiranti. Anche l’età è stata elevata oltre i 40 anni e fino ai 60. Il reclutamento sta procedendo in molte regioni.

I battaglioni di nuova formazione verrebbero divisi in due aliquote. La prima andrebbe direttamente al fronte dopo l’addestramento. Inserendosi in gruppi operativi già presenti in loco.
La seconda costituirebbe un nuovo corpo d’armata. Questo, secondo il Conflict Intelligence Team (CIT) georgiano, riceverebbe equipaggiamenti più moderni e migliori. I suoi battaglioni verrebbero impiegati in operazioni offensive per riprendere slancio ove necessario lungo la linea del fronte.
A detta di analisti, la costituzione di queste nuove unità, anche quelle che usufruirebbero di migliori equipaggiamenti, non garantirebbe ai russi azioni offensive più efficaci. L’addestramento sommario ed accelerato e la scarsa disciplina influirebbero negativamente sull’efficacia del loro impiego.

La Russia si trova di fronte una Ucraina diversa rispetto a quella del 2014. Allora l’Ucraina fu molto traumatizzata dagli avvenimenti e quindi non ebbe la forza di rispondere né politicamente né militarmente.
Oggi è più consapevole. La politica è più capace. C’è un esercito più unito, più forte ed organizzato che ha fatto tesoro dell’addestramento ricevuto da USA e Gran Bretagna. Le truppe ucraine conoscono bene il territorio, dove sono da anni schierate, ed hanno motivazioni altissime nel volerlo difendere.