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di Giuseppe Esposito

Al generale Alexander Lapin è stata assegnata la responsabilità delle forze centrali nel Donbass. Da Lui dipendono le operazioni su Lysychansk e precedentemente a Severodonetsk.

Kremenchuk è lontana dal fronte. La regione di Poltava è fuori dalle aree dei combattimenti.
Da Sloviansk sono più di 300 Km. L’attacco al centro commerciale è stato definito deliberato e terroristico. Alcune fonti indipendenti lo valutano come un attacco sbagliato. L’intenzione era di colpire lo snodo ferroviario della città. Questo avvalorerebbe il fatto che i russi stanno usando missili con bassa tecnologia. Incapaci di dirigersi con esattezza sull’obiettivo. Resta il fatto che, ancora una volta, la popolazione civile e i bambini pagano un prezzo altissimo per una guerra che subiscono.

Sul Fronte Orientale si combatte per i centri nevralgici.
Severodonetsk e i villaggi nella periferia sud sono sotto controllo russo. Gli ucraini obbedendo agli ordini ricevuti hanno ripiegato. Le forze di occupazione consolidano e fortificano le posizioni. Sergiy Gaidai, governatore ucraino del Lugansk rilascia dichiarazioni. “Severodonetsk è occupata. Dopo il ritiro delle unità delle nostre truppe il nemico si è consolidato nel centro di Severodonetsk e nei villaggi satelliti”. Aggiunge: “La città è al 90% distrutta e sarà estremamente difficile sopravvivere lì. Gli “orchi” (i soldati russi) non saranno in grado di ripristinare le comunicazioni”.

Per i russi il prossimo obiettivo è la città di Lysychansk. Non ci possono arrivare dai ponti di Severodonetsk perché sono stati abbattuti. È stata una scelta tattica. Morfologicamente la città non è facile da prendere. L’offensiva russa avviene da Sud-Ovest. Le truppe di Mosca contano di prendere il controllo della linea autostradale (T1302) che da Bakmut porta a Lysychansk. Gli ucraini devono provare a contrastare e trattenere il più possibile le truppe nemiche. Se la città cade il Lugansk è in mano russa e poi all’orizzonte c’è Sloviansk.

Bakmut si collega anche con Sloviansk tramite la E40. Interrompere i collegamenti tra Bakmut e le altre due città è fondamentale. La città rientra tra le mire di Mosca.
Su Sloviansk le forze russe continuano con le operazioni offensive da sud-est di Izyum. Gli Ucraini respingono. Il portavoce del ministero della Difesa ucraino Oleksandr Motuzyanyk riporta che le forze ucraine hanno respinto le offensive delle truppe russe a circa 30 km a N-Ovest di Sloviansk.

Nel Donbass l’avanzata russa procede. Il presidente Zelensky e gli ucraini sono consapevoli delle difficoltà. Sanno e non vogliono mollare. Farlo adesso significa aver combattuto invano. I leader del G7 hanno confermato il pieno sostegno all’Ucraina. Così come l’UE. Anche la NATO lo ha fatto. La guerra è sempre più di logoramento. Il portavoce di Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha detto che “la Russia non è pronta a dialogare. Sa solo dettare le sue condizioni”. Il cessate il fuoco non sembra prossimo.