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Non si placano le proteste internazionali per l’uccisione di sette operatori umanitari a Gaza. Appartenevano all’organizzazione World Central Kitchen (WCK) e provenivano da diversi paesi.

La WCK dall’inizio della guerra, 7 ottobre 2023, ha distribuito più di 42 milioni di pasti alla popolazione civile della Striscia. L’organizzazione ha fatto sapere che dopo l’attacco subito, che ha provocato la morte dei suoi operatori, pensa di ritirarsi da Gaza. Deciderà poi, in merito, a come proseguire le sue attività nella regione. Ha fatto anche invertire la rotta ad una nave che, partita da Cipro, si stava dirigendo verso le coste della Striscia, era carica di cibo ed aiuti destinati agli abitanti dell’enclave palestinese.

Israele ha ammesso di aver colpito i mezzi che trasportavano gli operatori della WKC e attribuisce l’accaduto ad uno sbaglio, una fatalità, inammissibile. Il governo di Israele spera che l’organizzazione riprenda il lavoro che stava svolgendo a Gaza. Anche perché sembra che non ci sia alcun piano alternativo agli aiuti che questa portava in loco.

La sicurezza degli operatori umanitari è una questione molto sentita e sono in tanti a sollecitare, da tempo, il governo di Israele ad adottare tutte le misure necessarie per garantirla. Gli uomini delle organizzazioni umanitarie sono gli unici che riescono ad assicurare aiuti alla popolazione civile che dal 7 ottobre è sotto costante pressione ed è afflitta da immani sofferenze. L’accaduto è considerato da più parti un disastro, non solo per la morte di 7 innocenti della WCK ma anche per le conseguenze sulla popolazione di Gaza e per l’immagine di Israele.

Gli soccorsi umanitari sono un fattore importante e sono l’unica speranza di sollievo per la popolazione civile che inerme si è trovata nel mezzo della guerra tra Israele ed Hamas. L’attività umanitaria è stata sempre difficile a partire dallo scoppio del conflitto. Gaza è stata definita uno dei luoghi più pericolosi al mondo per chi opera nel settore degli aiuti. L’enclave fornisce pochi punti di accesso, uno da nord e l’altro da sud, e ci sono controlli di sicurezza strettissimi. I percorsi dei convogli all’interno della Striscia lambiscono zone di combattimento; le colonne dei mezzi vengono assaltati dalla popolazione per accaparrarsi il cibo.

Secondo l’Aid Worker Security Data Base sono 196 gli operatori umanitari uccisi nei territori palestinesi dall’inizio della guerra. I feriti sarebbero 76. Troppo per chi cerca di portare sollievo a chi soffre.