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Zelensky è stato ospite di Bruno Vespa a “cinque minuti” due sere fa. Non è la prima volta che il Presidente ucraino viene intervistato dal noto giornalista ed anchorman italiano. Una volta nella stessa Kiev e poi anche nella cornice della loggia dell’altare della Patria a Roma. Le parole del presidente ucraino sono state una messa in guardia da Putin ed un rinnovare la sua chiamata al sostegno verso il suo paese

Zelensky ha voluto rimarcare il fatto che se tra gli italiani ci sono persone che sostengono Putin forse non sanno cosa sia la guerra perché non la vivono come gli ucraini sulla loro pelle. Per spronare il sentimento di questi italiani ha immaginato che ad Odessa, durante l’attacco missilistico russo del 6 marzo, ci fosse la Meloni al posto del primo ministro greco. Di fronte a ciò si chiede come avrebbero reagito gli italiani che non sostengono l’Ucraina.

Il rapporto con l’Italia è eccellente e il supporto che l’Ucraina riceve è concreto in termini di aiuti economici e dal punto di vista umano.

Per aiutare l’Ucraina serve la vicinanza di tutti i paesi del G7 e di quelli amici “…affinché ci sia una difesa effettiva contro i russi…”.

Su una ipotesi di tregua Zelensky ha mostrato la sua perplessità o meglio contrarietà, memore di quanto già avvenuto in passato. Una pausa nei combattimenti sarebbe un vantaggio per Putin che ne approfitterebbe per rafforzarsi. Nel quadro del rafforzamento che i russi porterebbero avanti rientrano anche gli approvvigionamenti di droni e munizioni dall’Iran e dalla Corea del nord. Come noto questi due paesi mostrano sintonia con la Russia.

Un conflitto congelato sarebbe la via per un declino dell’Ucraina. Putin mira all’annessione dell’intera Ucraina non di porzioni di territori, dice Zelensky, e questo lo si può leggere e toccare con mano nei comportamenti del Cremlino contro la popolazione civile ucraina.

Il raffronto con la Bielorussia è significativo. Per Zelensky, Putin tende a fare con l’Ucraina ciò che ha fatto con la Bielorussia; solo che li c’è riuscito politicamente, controllando di fatto quel paese attraverso una occupazione, per ora, diplomatica.

Il Presidente ucraino ha poi detto delle forniture occidentali. Su queste batte da sempre. Sono necessarie per contrastare la tecnologia e gli armamenti russi. È necessaria una copertura aerea che vada dalla linea del fronte alle retrovie ed oltre. Le armi a lunga gittata servono per distanziare gli ucraini dai russi; per allontanarli il più possibile da territori occupati che devono rientrare nella disponibilità dello stato sovrano. E così potrà finire la guerra.  

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