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Astrazeneca pro e contro. L’EMA ha detto si alla ripresa della vaccinazione (I benefici sono superiori ai rischi ed escludiamo relazioni tra casi di trombosi” e la somministrazione dei sieri” lo ha detto la direttrice di Ema Emer Cooke argomentando il via libera al vaccino) ma il mal di pancia non passa. La sospensione del vaccino e’ stata un attentato alla sua credibilità. L’Ente regolatorio dovrebbe fare mea culpa, l’ atteggiamento radicale di chiusura cui hanno aderito 8 Paesi ha terrorizzato milioni di vaccinandi.

Manca nella maggior parte dei cittadini quell’educazione sanitaria utile a tenerli lontani da dubbi, insicurezze; bisognerebbe istituire un numero verde per rispondere alle domande e restituire la fiducia perduta sulle istituzioni che prima promettono e poi smentiscono.

Qualche opinionista parla di follia politica, mette qualche pulce nelle orecchie. Il Regno Unito non ha raccolto la provocazione europea e per bocca dei suoi esponenti ci ha tenuto a far sapere che “se l’ Europa fa una cosa, l’Inghilterra fa esattamente il contrario”. La Germania non ha digerito l’uscita dalla Brexit e il rifiuto di Oxford ad incrementare la consegna di dosi Astrazeneca, vaccino di cui i britannici vanno fieri.

I dati statistici sulle reazioni avverse forniscono numeri in sintonia tra loro. Pfizer 365 morti su 42 milioni di vaccinati, 137 su 4 milioni di Moderna, 85 su 14 milioni di Astrazeca. Rischio zero non esiste, parola di VIROLOGI, i benefici però superano i rischi. I medici di famiglia dovrebbero essere più vicini agli assistiti in qualità di consiglieri, ci vorrebbe una campagna di comunicazione di massa, politici, attori, calciatori, persone affidabili in grado di convincere gli scettici. Non sarà facile. Fatto il danno non sempre la riparazione risolve.

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