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L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale.

In questi giorni ci ha molto colpito la lettera inviata a Babbo Natale da Nicola. Nicola non ha chiesto i soliti regali ma solo un amico. Qualcuno con cui giocare e condurre attività ed avere così una vita normale.

Nicola si sente solo e la famiglia ha deciso che questa condizione non può aggiungersi alle difficoltà che già affliggono il bambino denunciando per l’ennesima volta la situazione sui social.

Nicola è un ragazzino di Castel di Sangro, un piccolo paese in provincia de l’Aquila e frequenta le scuole medie e, come molti che convivono con l’autismo, affronta ogni giorno mille difficoltà soprattutto in ambito sociale e relazionale.

Nel caso specifico, Nicola si sente solo, non ha amici con cui uscire, relazionarsi, giocare o scambiare videochiamate e questa solitudine lo ha spinto a scrivere una lettera a Babbo Natale sperando di poter così esaudire il suo desiderio. La famiglia vive da tempo queste difficoltà e ha deciso di non restare in silenzio.

La campagna Mates

Grazie all’Associazione Autismo Abruzzo Onlus ed al suo presidente Dario Verzulli diverse iniziative sono state portate avanti per migliorare la condizione di bambini e ragazzi con autismo come Nicola. In particolare a Castel di Sangro attraverso la volontaria dell’Associazione Monica Le Donne, psicologa, esperta dell’età evolutiva e dei suoi disturbi.

Una campagna proposta proprio per rispondere all’appello di Nicola è quella dei “Mates” ossia compagni volontari. Si cercano dunque bambini e ragazzi che vogliano fare amicizia con chi non riesce a farlo. Un grande esempio di empatia e solidarietà.

Ci auguriamo che, una volta per tutte, la piccola comunità abruzzese si stringa attorno alla famiglia di Nicola, non soltanto a parole sui social, ma con i fatti e che le famiglie di quei ragazzini che, sino ad oggi, hanno isolato Nicola insegnino finalmente l’educazione ai propri figli. Educazione che deve avere tra i suoi principi fondamentali il rispetto del prossimo e delle persone più fragili come il nostro Nicola.

«È giunto il momento di curare la società, non le persone affette da autismo». (Tina J. Richardson)

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