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L’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina risponde a tono al segretario generale della Uil scuola, Pino Turi. “Mi ha accusato – sostiene la Azzolina sui suoi canali social – di aver nascosto i dati sui contagi nelle scuole”. Questa l’accusa di Turi: “Azzolina ha sempre affermato di avere fornito i numeri sui contagi all’Istituto Superiore della Sanità che invece nega. C’è omertà, perché Azzolina ha condizionato i dirigenti scolastici. Mi assumo la responsabilità di ciò che dico”.

La replica

Pronta quindi la risposta dell’ex ministra: “Oltre allo squallido tentativo di strumentalizzare il lavoro dei dirigenti scolastici, le parole sui contagi sono gravissime. Perché false, totalmente false. E Turi lo sa. Questi sono i fatti: il Ministero dell’Istruzione – spiega la Azzolina – ha deciso di raccogliere i dati sui contagi a partire da settembre scorso, attivando un canale diretto con i dirigenti scolastici. Perché è stata avviata questa raccolta anche se, evidentemente, sono le autorità sanitarie a doverlo fare? Perché le informazioni che arrivavano dalle autorità sanitarie erano parziali. Il lavoro del Ministero, dunque, è stato un lavoro “extra” (d’altra parte, non è il Ministero del Lavoro a raccogliere i dati sui lavoratori, non è il Ministero dei Trasporti a raccogliere i dati sugli autisti, e così via). Abbiamo voluto avviare questa attività supplementare perché convinti che fosse utile a fare un doppio controllo sulla situazione epidemiologica nella comunità scolastica”.

Le prove

“Tutte le informazioni raccolte – sostiene l’ex ministra – sono sempre state inoltrate puntualmente all’Istituto Superiore di Sanità, per essere elaborate ed analizzate. Settimana dopo settimana. Questa metodologia è nota. Ne ho parlato tante volte da Ministra e lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha confermato pubblicamente questo modello di organizzazione e di condivisione dei dati. Nelle immagini qua sotto riporto – conclude la Azzolina – una piccola parte di tutto lo scambio di email intercorso tra Ministero e Iss in questi mesi. Affermare il contrario è diffamatorio. Ed è talmente grave che sarò costretta a chiarire tutto nelle sedi opportune”.

In basso alcune delle “prove” pubblicate sulla pagina Facebook di Lucia Azzolina

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