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Il professor Matteo Bassetti ordinario di malattie infettive all’Università di Genova e direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova intervistato dall’emittente ligure Primo Canale.

“Secondo me chi lavora in sanità oggi e decide di non vaccinarsi dovrebbe fare la scelta di non lavorare in sanità – spiega – su questo purtroppo c’è un vuoto normativo importante da parte credo ministeriale o comunque del governo: non dimentichiamo che sono stati fatti Dpcm praticamente per sancire ogni cosa, tra un po’ anche quanti caffè possiamo prendere al giorno, avrebbero potuto fare un Dpcm in cui si stabiliva l’obbligo vaccinale per chi è personale sanitario.

Sicuramente chi oggi non è vaccinato, non è idoneo al servizio e quindi in qualche modo credo che ci si possa arrivare attraverso la medicina del lavoro, poi per quanto riguarda le sanzioni o per quanto riguarda la parte dell’Inail lo dovrà decidere evidentemente la giurisprudenza e il datore di lavoro, io credo che oggi non vaccinarsi con tutto quello che è capitato nel nostro paese nell’ultimo anno vuol dire essere lontani da quello che facciamo che un infermiere o un medico o un operatore sanitario o anche un addetto alle pulizie, un milite con quello che abbiamo passato e con quello che abbiamo visto in questo anno non si vaccini credo che sia talmente anacronistico e fuori dal mondo che diventa francamente incomprensibile e sarebbe giusto che queste persone fossero allontanate dal lavoro“.

Ultima stoccata per il nuovo governo. “Al momento tante parole e pochi fatti – conclude – speriamo che alle parole che sono state anche molto importanti e condivisibile del presidente Draghi ci siano anche i fatti perché ad oggi la situazione mi sembra la stessa pre-crisi nel senso che le persone sono le stesse, i problemi sono gli stessi, da medico sul campo dico una cosa: alcune cose non hanno funzionato e quindi ci vuole un cambio di passo soprattutto sui vaccini ma anche su tanti altri problemi in ambito sanitario, speriamo che le prossime settimane oltre che le parole vedano anche qualche fatto“.

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