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Il CEO esautorato di Eurolega si contraddice negli attacchi alla FIBA e coltiva una similitudine con l’NBA che non ha fondamento.

Ci risiamo.

Ancora una volta la voce di Eurolega si fa sentire per dire, con parole edulcorate, che loro hanno ragione e la FIBA ha torto.

Lo fa un CEO già esautorato de facto come Jordi Bertomeu, prossimo all’addio ufficiale voluto dai club, che continua a perorare un parallelismo che non esiste.

A margine di una F4 dove il tema caldo doveva essere come risolvere la questione spinosa del CSKA, Bertomeu ha lanciato frecciate alla FIBA, tra l’altro contraddicendosi più volte.

E distogliendo l’attenzione dal meritato trionfo dell’Anadolu Efes

Ma andiamo pezzo per pezzo, come direbbe Jack lo Squartatore.

IL PARAGONE CON L’NBA

Ancora una volta si commette l’errore madornale di assimilare due cose diversissime tra loro.

In primis, l’NBA è una lega nazionale, non continentale, per quanto vi sia anche una squadra canadese.

L’NBA negli USA è IL campionato professionistico, con tutte le sottoleghe come la G-League, e la federazione statunitense non mette bocca nè permette alle squadre di partecipare al campionato.

Le 18 squadre dell’Eurolega, invece, partecipano ai rispettivi campionati nazionali che esistono per opera delle federazioni, alle quali i club sono affiliati.

Non solo: il rapporto tra club ed organizzazione è totalmente invertito, visto che le franchigie NBA sono emanazione della lega, mentre l’Eurolega è emanazione dei club.

Continuare a fare questi parallelismi può dimostrare due cose: incapacità o malizia.

Incapacità perchè non puoi prendere solo la punta dell’iceberg per stabilire una similitudine.

Malizia perchè, conoscendo le differenze sostanziali tra USA e resto del Mondo, si prova a nasconderle sotto il tappeto pur di continuare a raccontare di essere quelli buoni e belli.

Non è così, o almeno non lo è più.

NON È LEGA CHIUSA MA…

Bertomeu parla di 18 proprietari fissi, cioè di 18 squadre che farebbero l’Eurolega qualunque sia il risultato finale. Più due posti dall’Eurocup.

Però non è una lega chiusa. A suo dire.

E aggiunge: chi fa la BCL non farà mai l’Eurolega. Il tutto dopo aver accusato le federazioni di aver fatto pressione sulle squadre papabili.

Se non è pressione questa, cosa lo sarebbe?

PARLIAMO, MA SI FA COME DICO IO

Secondo Bertomeu sarebbe giusto parlare con la FIBA, ma dovrebbe essere la FIBA ad accettare il calendario dell’Eurolega.

Torniamo al punto 1, non sei e non sarai MAI una NBA per tutti (ed altri) i motivi già enunciati.

È la terza grande contraddizione, parlare di dialogo ma partire dicendo che o la FIBA accetta la posizione di partenza di ECA, oppure non ha senso parlare.

Dove sarebbe, quindi, il negoziato?

La maggiore stranezza, però, è nell’atteggiamento: da tempo la FIBA ha lasciato il muro contro muro ed ha cominciato a parlare con i soldi, tanti, di cui dispone.

I risultati cominciano a vedersi: da Bamberg e Málaga che sono passate in BCL a Tenerife che non lascia la prima competizione FIBA, nonostante i grandi risultati ottenuti finora.

Bertomeu ha, invece, preso il registro opposto.

Il perchè è presto detto, andiamo indietro di qualche mese.

Dopo le rimostranze del Panathinaikos, inizialmente osteggiate dalle altre squadre azioniste di Eurolega, la scorsa estate quasi tutte si sono riunite ad Istambul.

Il motivo? Le mancate promesse proprio di Bertomeu, il quale aveva promesso lauti guadagni di cui non c’è stata traccia.

La motivazione “ufficiale” era che i conti non tornassero, ma alla fine la testa del CEO è caduta, in estate smetterà di ricoprire la carica.

A mandato concluso, lo storico dirigente ha provato a fare all-in per cercare di arginare un processo che è in atto da quando ECA preferì i 20 milioni di royalties offerti da IMG ai 100 che avrebbe garantito la FIBA.

Non ha capito, o ha rifiutato di capire, che l’unica strada per avere un futuro passa per la comprensione di un rapporto di forza in cui non è ECA ad avere maggior peso.

Ha club di maggior blasone, al momento, ma i pezzi del domino stanno muovendosi.

E non s’illuda: non si sceglie tra Eurocup e BCL in base a quel che dica la federazione nazionale, i premi della competizione FIBA sono maggiori, minori le spese (es. arbitri).

La sua era è al tramonto, l’uscita di scena è stata ad effetto.

È ovvio che abbia cercato di influenzare i successori affinchè seguano la sua linea.

Ora ECA tragga le dovute conclusioni, magari con dirigenti più accorti e meno autoreferenziali.