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La posizione del deputato di Fratelli d’Italia Emanule Pozzolo si fa sempre più complicata.
L’esponente del partito di centrodestra guidato dal premier Giorgia Meloni ha estratto durante la festa di Capodanno a Rosazza, comune del biellese, una “North american arms LR22“, un’arma di piccole dimensioni, da cui è partito un colpo che ha ferito lievemente alla gamba Luca Campana, un uomo di 31 anni genero di un agente della scorta di Andrea Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia.
Sin dal principio Pozzolo ha dichiarato il possesso dell’arma negando però di essere stato lui a premere il grilletto, facendo ricorso successivamente all’immunità parlamentare per non sottoporsi al test dello stub sui propri abiti. Secondo quanto riportato da Tgcmo24, le dichiarazioni di innocenza del deputato di Fratelli d’Italia sono state smentite in queste ore dalla stessa vittima tramite il suo legale, asserendo di non aver mai toccato l’arma da fuoco.
In questi giorni il caso Pozzolo è stato oggetto di polemica con le opposizioni e lo sdegno dei colleghi della maggioranza, con il Presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, profondamente irritata dell’accaduto che a ore dovrebbe ratificare la sospensione dal partito.

Inoltre, secondo quanto riportato dall‘Ansa, oltre la “mini pistola” sequestrata subito dopo l’accaduto, la prefettura di Biella ha avviato la procedura per ritirare altre sei armi da fuoco in possesso di Emanuele Pozzolo, tra pistole e fucili, ma il sequestro non sarà immediato in quanto, secondo la legge, il deputato potrà comunque presentare le controdeduzioni entro una settimana e in caso di sequestro il ricorso al TAR entro sessanta giorni o addirittura  un ricorso straordinario al presidente della Repubblica.