Casoria, emergenza criminalità

Lucia è una donna di 37 anni. Sabato notte mentre rientrava a casa è stata aggredita da uno sconosciuto nell’androne del suo palazzo. Il fatto è avvenuto in via Pastore a Casoria. La donna si è difesa, ma l’orco la colpita all’occhio destro. L’uomo non era armato ed è stato ripreso dalle telecamere dello stabile, attualmente al vaglio dei carabinieri di Casoria . Voleva la borsa, la collana, il cellulare. La donna si è difesa con tutte le sue forze, i suoi urli hanno svegliato alcuni vicini di casa che subito sono corsi in aiuto della donna. L’orco è riuscito a scappare. Lucia è indignata per come procede la vita, è sotto shock e pagherebbe una cifra per andare via dall’Italia. Purtroppo Casoria è diventata la discarica della delinquenza. Scippi, rapine, spaccio di droga, racket. È ormai il biglietto da vista di una città destinata alla crescita di un degrado senza fine. In ogni nuova amministrazione si ripete lo scenario che ha visto crollare ponti di speranza, si combatte per le poltrone e non per la sicurezza, lavoro. Molti politici a Casoria si sono arricchiti sul sangue della povera gente, adesso quel sangue puzza di paura. La gente inizia a scendere in piazza per sentire la propria voce. Solo pochi cittadini si sono riuniti mercoledì 19 settembre a piazza san Paolo di Casoria, solo pochi, ma buoni. L’incontro organizzato dal gruppo sei di Casoria se. Hanno manifestato il loro sdegno, hanno voluto sollecitare alle istituzioni che dormono aspettando che prima o poi ci sia un morto innocente. La gente è preoccupata per i figli, hanno paura, perché Casoria è abbandonata, pochi controlli, troppi soprusi, c’è una piaga sociale da combattere, ma chi la deve combattere? I cittadini o lo stato? Qui la criminalità non ha mai fatto sconti. Negli anni 90 la camorra uccise un bambino di 12 anni mentre lavorava in un bar, e nel 2001 moriva all’età di 16 anni, Stefano Ciaramella, ragazzo perbene che difese il suo motorino e la sua fidanzata. Sono tante le vittime innocenti, eppure si continua a rapinare, scippare. I cittadini se vogliono cambiare la propria città, devono unirsi e combattere insieme, lo devono fare con le scuole, le chiese, i commercianti. Non si devono arrendere. Concludo con una frase del grande Martin Luther King “Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”.
Francesco Gemito

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