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Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy con delega alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, ha approvato la prima legge quadro italiana sullo Spazio e sulla Space Economy. La legge pone l’Italia all’avanguardia tra i grandi player globali e anticipa le intenzioni dell’Unione Europea in merito a un regolamento per il settore. Il provvedimento, collegato alla legge di bilancio, colma un vuoto nell’ordinamento, che non prevedeva una normativa di riferimento sul settore spaziale.

Frutto di mesi di concertazione con i principali attori pubblici e privati del settore, il ddl regolamenta l’accesso allo spazio da parte dei privati, offrendo grandi opportunità in un comparto che rappresenta il futuro dell’industria e una delle principali traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale. In tale contesto, viene prevista la necessità di un’autorizzazione sia per gli operatori stranieri che intendono condurre attività spaziali dal territorio italiano, sia per quelli nazionali che operano da un territorio estero.

Sono esenti dall’obbligo le attività spaziali già autorizzate da un altro Stato, se riconosciute in Italia in base a trattati internazionali. Il Ddl prevede inoltre l’elaborazione di un Piano Nazionale per l’economia dello spazio, con un orizzonte di almeno cinque anni, che includa l’analisi, la valutazione e la quantificazione dei fabbisogni del comparto, per individuare gli investimenti finanziabili attraverso risorse pubbliche e contributi privati.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri ha illustrato il Ddl approvato nell’ultima seduta, di seguito le dichiarazioni riportare dall’Ansa:

“Abbiamo approvato due importanti provvedimenti legislativi che riguardano il futuro, un decreto legge sulle materie prime critiche, quello che c’è nel nostro sottosuolo di assolutamente strategico, e un ddl che riguarda invece lo spazio. Le risorse collocate dal governo nella vasta area del comparto spaziale da qui al 2026 ammontano a 7 miliardi e 300 milioni di euro. Se sommiamo 3,1 miliardi destinati all’attività triennale agenzia spaziale europea, 2,3 miliardi del budget dell’Asi e le risorse del Pnrr destinate allo spazio con le risorse del bilancio dello Stato arriviamo all’ammontare complessivo do 7,3 miliardi che verrà impiegato nei vari progetti spaziali”.