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Premio Per Sempre Scugnizzo in Rosa: archiviata anche l’ottava edizione. Organizzato dalla cooperativa giornalistica “La Voce degli Ultimi”, anche quest’anno l’evento si è svolto presso la Sala della Biblioteca Medica del Complesso dell’Annunziata. Con i patrocini dell’Ordine dei giornalisti e del Comune di Napoli. E’ stata l’occasione per assegnare riconoscimenti a donne che, in vari ruoli, si sono impegnate per la crescita sociale, civile, culturale ed economica di Napoli. Tra le sei premiate (con la scultura di Domenico Sepe) anche la giornalista Tina Cioffo (nella foto tra Lorenza Licenziati e Maria Luisa Iavarone). “Qualche volta ed in alcuni paesi, il giornalismo diventa resistenza civile – ha sostenuto nel suo intervento -. Così, come la resistenza contro il nazifascismo contribui’ a sollevare l’immagine del nostro Paese, altrettanto l’informazione che denuncia ma che pure promuove, credo abbia lo stesso valore”. Ed ha aggiunto: “Facendo domande e tentando di fornire qualche risposta si compie ogni sforzo per risollevare le sorti della nostra società”.

“Vengo e sono cresciuta in un territorio che è stato vittima innocente di una guerra di occupazione messa in atto dai camorristi del clan dei Casalesi, dalla mala politica che ha depredato le coscienze comprando voti e da falsi imprenditori che non hanno mai creato sviluppo o infrastrutture ma solo illeciti proventi” ha denunciato Cioffo.
“Uno scenario che avrebbe potuto indurre rassegnazione. Invece è stata leva di riscatto – ha sottolineato la cronista -. Per questa ragione essere giornalista penso non possa prescindere dall’impegno sociale”. “Non sono due mondi separati. Quello dell’associazionismo e quello giornalistico, ma complementari e a tratti l’uno il prolungamento dell’altro” ha chiarito.
“Questo Premio che oggi ritiro con una buona dose di imbarazzo ma con tanto piacere, è la dimostrazione che energie e volontà non sono state perse”, ha concluso Tina Cioffo.