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di Corinne Bove

Il fascino del teatro Pirandelliano torna a essere protagonista con la regia di Luca de Fusco, al suo debutto a Villa Campolieto in Così è (se vi pare). Prendendo spunto da Luigi Macchia che definisce le opere di Pirandello “una stanza delle torture”, il regista ripropone una rivisitazione dell’opera dall’impronta Kafkiana, scarna di elementi grotteschi ma essenziale, tale da coglierne la drammaticità esistenziale.
Il relativismo conoscitivo, argomento cardine delle opere del drammaturgo siciliano, rappresenta ciò che oggi si confonde tra l’essere e l’apparire, un’enigma esistenziale che avvalora la tesi pirandelliana delle verità relative, dell’essere uno nessuno e centomila, dell’ essere credibile per gli altri e nessuno per se stessi. L’opera proposta da De Fusco si ascrive in un teatro di struggente riflessione, dove il regista con enorme maestria ha saputo cogliere i limiti dell’essere umano e rappresentarli in un “disegno scenografico” che ben si presta a descrivere l’angosciante incertezza dovuta alla perpetua preoccupazione di scoprire dove si insinua la verità, quella vera. In questo gioco , il Signor Ponza e la suocera, la Signora Frola sono al centro del palco , all’impiedi , difendendo le proprie tesi, condannati al giudizio altrui. L’esistenza è palesata dal raccontarsi e il dramma dal dover essere credibile. Pomo della discordia, una donna. Sarà Lina , la figlia della Signora Frola o Giulia la seconda moglie del Signor Ponza, la donna esistente e al contempo invisibile? I pettegoli del paese da un lato, il pubblico di fronte. Tutti oltremodo spettatori della vita altrui. La semplicità dell’elemento scenografico, può prendere spunto dall’ambientazione di un manicomio che richiama la pazzia dei protagonisti o semplicemente descrivere la vacuità d’animo e il tormento che l’essere umano vive nel dover e voler scoprire l’altro a modo suo scoprendo che esiste anche l’alternativa, quella che demolisce le certezze, quella che va smentita.
Strepitosa è stata l’interpretazione di Eros Pagni nei panni di Lamberto Laudisi, che con classe ed eleganza e modi defilati prende le distanze dalle diatribe del parentato e degli abitanti del paese. Egli è colui che osserva la società ottusa, curiosa e devastante. Egli è colui che non viene creduto perché la verità , in taluni casi è scomoda o semplicemente non trova corrispondenza nella verità che si insinua nella mente di chi non vuole credere. Le riflessioni di Pagni decretano lo spartiacque tra la realtà e l’immaginazione che risultano ancora più avvalorate nel finale originale con l’ingresso della figlia/moglie che incarna la spettrale condizione umana. Né vinti né vincitori.
Un lavoro decisamente ben riuscito quello di De Fusco grazie anche a un ottimo cast di attori, oltre Eros Pagni, tra gli interpreti Lara Sansone, Irene Tetto, Giacinto Palmarini, Paolo Serra, Anita Bartolucci , Domenico Bravo, Roberto Burgio,Valeria Contadino , Giovanna Mangiù e Plinio Milazzo.
Con la produzione del Teatro Stabile di Catania, Teatro Biondo di Palermo, Tradizione e turismo srl Centro di Produzione teatrale, Teatro Sannazaro e Compagnia La Pirandelliana.
Così è (se vi pare) apre la stagione teatrale 2022-2023 del Teatro Stabile di Catania il 4 novembre.