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Mercadante presidiato da attiviste, studentesse e lavoratrici dello spettacolo. “Stamattina siamo entrate nel cortile del teatro Mercadante per presidiarlo. Siamo una decina di attiviste, studentesse, lavoratrici dello spettacolo, deluse e arrabbiate per l’accoglienza che ci hanno riservato ieri polizia e direzione del teatro – si legge in un comunicato del Coordinamento Arte e Spettacolo Campania -. Insieme ai nostri compagni avevamo chiesto una conferenza stampa nel foyer, senza alcuna intenzione di interrompere le attività in corso all’interno del teatro”. E ancora: “Siamo da un anno in attesa di una ripresa, stringendo la cinghia con i pochissimi aiuti che il precedente governo ha elargito, non tenendo conto del fatto che noi con la cultura ci campiamo, che qualcuna di noi deve con quei pochi spicci sostenere un intero nucleo familiare. Da quasi quattro mesi, poi, tutti i rubinetti sono stati chiusi e siamo rimaste solo con la speranza di un ennesimo bonus che servirà a ben poco”. Dal coordinamento quindi sono avanzate alcune richieste: “Non sono fumose, ma chiare e precise: 1- Nell’immediato, garantire che gli anni 2020 e 2021 siano considerati per intero come anni di contribuzione figurativa per tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto; 2- Nell’immediato, progettazione e realizzazione di tutte le misure economiche e non, relative ai protocolli di sicurezza, necessarie a garantire una vera e totale ripartenza del settore; 3- Nell’immediato, aprire un tavolo di interlocuzione, non più procrastinabile, tra lavoratori e lavoratrici con il ministero del lavoro; 4- Superare il sistema dei bonus, all’evidenza totalmente insufficiente, da sostituire con una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali, nonché l’attuazione di una riforma totale del settore che tuteli non solo grandi enti e aziende ma anche e soprattutto lavoratori e lavoratrici, nonché la concretizzazione di provvedimenti finalizzati al finanziamento di tutte le piccole e piccolissime realtà che si occupano di spettacolo e cultura”. Il comunicate si chiude con un accorato appello: “Raggiungeteci, il presidio è permanente!”.