• Tempo di Lettura:3Minuti

Il ministero dello Sviluppo e dell’ambiente ha dato il via libera alla Sogin per la pubblicazione della mappa CNAPI. La mappa riguarda il progetto preliminare per la costruzione del nuovo deposito nazionale per i rifiuti radioattivi. Sono state individuate 67 aree.

Potrebbe interessarti anche questo – Decreto: misure restrittive dal 7 al 15 gennaio, weekend in zona arancione e divieto di spostamento tra regioni

Deposito nazionale rifiuti radioattivi: quali sono le zone “candidate”

Nel rapporto CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee) le aree non sono tutte suddivise per criteri di equivalenza. Le regioni candidate sono 7, di seguito elencate:

  • Piemonte: 4 in provincia di Torino e 11 in provincia di Alessandria;
  • Toscana: 2 in provincia di Siena e uno in provincia di Grosseto;
  • Lazio: 19 in provincia di Viterbo;
  • Basilicata: 4 in provincia di Potenza e 3 in provincia di Matera;
  • Puglia: 2 in provincia di Bari e uno in provincia di Taranto;
  • Sardegna: 6 in provincia di Oristano e 16 in Sud Sardegna;
  • Sicilia: uno in provincia di Trapani, 2 in provincia di Palermo e uno in provincia di Caltanissetta.

Il deposito che verrà scelto permetterà di conservare rifiuti di bassa e media attività. Tanti i criteri cui sono state sottoposte le aree sopracitate, frutto di un lungo lavoro di cooperazione tra CNAPI, Sogin e ministero.

Per la costruzione di tale deposito nucleare si parla di un investimento di più di 900 milioni di euro che creerà circa 4mila posti di lavoro all’anno per 4 anni. 700 gli addetti nella fase di esercizio.

Potrebbe interessarti anche questo – Befana, le origini pagane dell’Epifania

Il “no” di Basilicata e Sardegna

Nasce subito il primo dissenso della regione Basilicata. Il presidente della Regione Vito Baldi ha espressamente dichiarato che “la Basilicata si opporrà con tutte le sue forze sulla costruzione di un deposito nazionale di rifiuti radioattivi nella propria area”, nella nota la firma anche dell’assessore all’ambiente Gianni Rosa. I due politici confermano altresì che nella consultazione pubblica la Basilicata apporrà “una serie di osservazioni negative che in queste ore sono in corso di elaborazione”.

Altra regione contraria alla costruzione di un impianto ad alto valore radioattivo è la Sardegna. Il segretario Pd sardo Emanuele Cani, con l’appoggio di Gianfranco Ganau, capogruppo Pd del consiglio regionale hanno espresso forte contraddizione al proposito.

Queste le parole: “Apprendiamo che sarebbe prossima la pubblicazione della relazione tecnica predisposta da Sogin per l’elencazione delle aree idonee alla costruzione del nuovo deposito nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. In attesa che sia ufficializzata la lista chiediamo di tenere conto la contrarietà della regione Sardegna alla candidatura di una sede idonea in essa ubicata. Siamo contrari ad accogliere un deposito di scorie radioattive nel nostro territorio regionale”.

Affermando poi “l’unanimità della cittadinanza” anche in virtù di quanto ha già dato “la Sardegna all’Italia in termini militari e non solo”.

Potrebbe interessarti anche questo – Confesercenti: “150 mila imprese rischiano di chiudere per sempre”

Segui PerSempreCalcio.it