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Domani, 21 maggio, è indetto lo sciopero nazionale dei sindacati dei taxisti. Dalle 08.00 alle 22.00 il traffico pubblico su auto non sarà garantito. A indire questo sciopero sono state le sigle Fast-Confsal Taxi, Satam, Tam, Usb-Taxi, Unica-Filt Cgil, Claai, Uritaxi, Uti, Unimpresa, Orsa-Taxi, Ugl-Taxi, Federtaxi-Cisal, Sitan Atn, Unione Artigiani. A spiegare i motivi ci ha pensato l’Unione Sindacale di Base: “Dopo anni di lotte di nuovo oggi scioperiamo per protestare contro un governo che prosegue il cammino di destrutturazione del servizio pubblico di trasporto non di linea (taxi), strizzando l’occhio alle multinazionali. Questi soggetti operano attraverso l’intermediazione: non dispongono di mezzi propri, non devono sostenere costi di manodopera né possiedono beni strumentali. In questo modo evitano costi e rischi d’impresa. Tutto ciò di cui hanno bisogno è che qualcuno lavori (fatichi) per loro incassando milioni di euro in commissioni. A proposito, sapete come si è chiuso l’ultimo bilancio italiano pubblicato da UBER Italy? Per un fatturato di 5.220.000€ è stato dichiarato un utile negativo di 15.000€. Siete sicuri che favorendo questo tipo di comportamento, come vi raccontano giornali e TV, otterrete un miglioramento del servizio? Cosa succederà nel momento in cui invece di avere una tariffa amministrata decisa da un ente locale, passerete in balia di un algoritmo che vi strozza nel momento del bisogno moltiplicando i prezzi improvvisamente? Avete mai considerato cosa accadrà al SERVIZIO PUBBLICO TAXI quando non sarà più rivolto all’utenza in maniera indifferenziata per chiunque abbia bisogno di spostarsi, ma passerà nelle mani di chi per trarne profitto introdurrà meccanismi di prelazione a pagamento rispetto alla precedenza nelle richieste? Siete consapevoli che anche in Italia diventerà legale per queste società sottrarre risorse alla tassazione nazionale? Difendere il servizio pubblico diventa per noi una questione di tutela del lavoro e dell’utenza, nonché una battaglia di civiltà”.