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Vladimir Putin nei giorni scorsi ha vinto le elezioni presidenziali venendo rieletto per la quinta volta nella storia capo della Federazione Russa con circa l’88% dei suffragi, bissando dunque il 76,5% ottenuto nel 2018. Grazie al risultato “scontato” delle urne, vista la mancanza di oppositori e avendo come unici avversari candidati filo governativi, l’ex capitano del KGB continuerà a stare a capo del Cremlino fino al 2030. La vittoria rende lo “Zar” uno dei leader più longevi della Russia, dietro al dittatore sovietico Iosif Stalin. Per il successo ottenuto nelle ultime elezioni presidenziali si è congratulato con Vladimir Putin il presidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping, il quale ha dichiarato che le Relazioni tra i due Paesi andranno avanti. Sulle elezioni in Russia è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini il quale, come riportato da Adnkrons, ha dichiarato margine del convegno di Milano sulla mobilità: “In Russia hanno votato, ne prendiamo atto; quando un popolo vota ha sempre ragione. Le elezioni fanno sempre bene, sia quando uno le vince sia quando uno le perde. Io quando le perdo cerco di capire dove ho sbagliato e come fare meglio la prossima volta”.

Matteo Salvini

In seguito a queste dichiarazioni il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è finito di nuovo al centro delle critiche, dopo che nelle scorse settimane Azione e M5s avevano chiesto spiegazioni riguardo alla posizione del Caroccio in merito al patto col partito di Putin Russia Unita minacciando la sfiducia.
Le parole di Salvini hanno generato lo sdegno anche degli alleati, FdI e Forza Italia, con i quali in questi ci sono stati dei dissapori (enfatizzati o meno) sul tema del terzo mandato per i governatori di regione.

Il gelo del centro-destra

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in merito alle dichiarazioni del suo omologo sulle elezioni in Russia vinte da Putin, come riportato da Adnkronos, ha dichiarato da Bruxelles: “La politica estera la fa il ministro degli Esteri. Le posizioni di politica estera sono quelle del ministro degli Esteri”.
Diversa, invece, la reazione di Fratelli d’Italia che preferisce rimanere fredda sulle parole di Matteo Salvini, ma che sicuramente non hanno fatto piacere al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dato il sostegno all’Ucraina e alla sua fedeltà alla Nato. Tuttavia in un intervista rilasciata al talk show Agorà la premier ha parlato di unità del centro-destra: “La posizione del governo è molto chiara, il centrodestra è una maggioranza molto coesa, come si dimostra nell’unico modo in cui si può dimostrare la coesione di una maggioranza, e cioè nella velocità di attuazione e nella chiarezza di attuazione della linea di un governo. Quello che noi abbiamo fatto in questo anno e mezzo con la velocità con cui lo abbiamo fatto, e la chiarezza che abbiamo dimostrato in politica estera, tutto questo racconta di una maggioranza coesa“.

Le reazioni delle opposizioni

Le dichiarazioni del leader della Lega hanno suscitato le ire e lo sdegno delle forze politiche all’opposizione, con Calenda che è tornato a chiedere le dimissioni di Salvini definendo “inaccettabili” le sue parole. Al leader di Azione si unisce il responsabile Esteri del Partito Democratico, Peppe Provenzano, il quale ha espresso addirittura solidarietà al titolare della Farnesina, Antonio Tajani, che, come riportato da Adnkronos, ha dichiarato: “Non deve essere facile avere un omologo vicepremier Salvini, che non condanna i crimini di Putin e vede in queste elezioni russe una grande affermazione del popolo. Ma con queste posizioni il governo può mai essere credibile?”.

La nota della Lega

Attraverso una nota stampa il Carroccio, in seguito alla bufera suscitata dalle parole del suo leader, ha cercato di mettere una pezza asserendo che: “In Russia hanno votato, non diamo un giudizio positivo o negativo del risultato, ne prendiamo atto e lavoriamo (spero tutti insieme) per la fine della guerra e il ritorno alla pace. Con una guerra in corso non c’è niente da festeggiare”.