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Gli studenti potranno iscriversi al primo semestre di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria senza dover sostenere esami.
Questo è quanto prevede la riforma dell’accesso alla Facoltà di Medicina. Verranno individuate le discipline biomediche, sanitarie, farmaceutiche e veterinarie da superare per l’ammissione al secondo semestre. In caso di non ammissione, i crediti acquisiti saranno riconosciuti come utili per cambiare facoltà. La nuova normativa dovrebbe entrare in vigore nel 2025. Il testo prevede che il Governo sia delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione delle modalità di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

Nel secondo semestre dei corsi di laurea in Medicina, Veterinaria e Odontoiatria, i crediti universitari conseguiti dagli studenti negli esami del primo semestre saranno riconosciuti per il proseguimento in un altro corso di studi, da indicare come seconda scelta. In questo modo sarà obbligatorio e gratuito iscriversi a entrambi i programmi, ma solo per il primo semestre.
Il Comitato ristretto della Commissione Istruzione del Senato ha adottato quasi all’unanimità il testo base “per dire basta al numero chiuso a Medicina“. A darne notizia è il presidente della Commissione, Roberto Marti (Lega), che esprime “molta soddisfazione per l’adozione del testo” con la “massima convergenza di tutte le forze politiche”.
La riforma dovrebbe entrare in vigore dal 2025-2026 quindi il testo base non modifica i programmi riguardanti i test per l’accesso alla facoltà previsti a maggio e a luglio prossimi. Al momento sono ancora previste due sessioni di test – maggio e luglio prossimi -, con possibilità per i candidati di partecipare ad entrambe. Le prove, composte da 60 domande estratte da un’apposita banca dati, si svolgono in presenza su un formato cartaceo.
Totalmente contrario alla riforma Filippo Anelli presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), che ha dichiarato: “Eliminare il numero chiuso a Medicina significa che fra 10 anni, il tempo necessario per formare un medico, avremo una pletora di laureati che non avranno possibilità di trovare un posto di lavoro come medici. Produrremo solo dei disoccupati”.